​Acqua inquinata a Trapani, il Comune chiede aiuto a forze armate e vigili del fuoco

Si cercano autobotti alternative perché vengono meno quelle della Protezione civile

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
11 Settembre 2026 16:48
​Acqua inquinata a Trapani, il Comune chiede aiuto a forze armate e vigili del fuoco

Una richiesta urgente, a firma del sindaco Giacomo Tranchida, è stata inoltrata al Comando provinciale dei Vigili del fuoco, al 37° Stormo dell’Aeronautica militare di stanza a Trapani Birgi e al 6° Reggimento Bersaglieri della Caserma Giannettino. Il Comune di Trapani cerca autobotti per il servizio sostitutivo di distribuzione idrica, essendo venute meno due autobotti della Protezione civile regionale (pronte a fronteggiare una situazione di emergenza temporanea, non infinita).

Si tratta di fronteggiare ancora l’emergenza idrica in atto da parecchi mesi in un’ampia zona cittadina, a causa di una “grave crisi igienico-sanitaria” conseguente alla contaminazione del sistema idrico potabile, che interessa “una porzione rilevante del territorio urbano”. Nel documento, il sindaco dice espressamente che “non è stato ancora possibile individuare ed eliminare in via definitiva le cause – o le concause – dell’inquinamento”, nonostante gli interventi, le verifiche e i monitoraggi effettuati anche con l’Asp.

Di fatto, da oltre due mesi, circa 150 utenze restano isolate dalla rete idrica cittadina, nonostante l’asserita “individuazione di due fonti d’inquinamento nei mesi scorsi (in prossimità di un fognolo privato e per cedimenti allacci utenze alla condotta principale)”. Questo numero non si è ridotto, come era stato invece prospettato dall’amministrazione comunale che attendeva l’esito di ulteriori analisi la scorsa settimana; risultati che tuttora non sono noti.

Nel documento alle forze armate e ai vigili del fuoco, si evidenzia che sono ancora circa 150 le utenze cittadine interessate dall’emergenza. E il dato, secondo una stima del Comune, è anzi destinato a crescere dalla prossima settimana, quando si dovranno garantire anche le forniture sostitutive a diverse scuole. Per avere un quadro del livello di emergenza, va ricordato che 150 utenze corrispondono in realtà ad un numero incalcolato di famiglie residenti in palazzi e condomini. Per questo, nelle scorse settimane, è partita una diffida al Comune con 350 firme.

Il Comune cerca adesso nuovi mezzi per garantire la distribuzione sostitutiva dell’acqua potabile, mentre gli utenti continuano ad acquistare carichi di acqua da ditte private, perché le poche autobotti reperite non possono soddisfare l’enorme richiesta di approvvigionamento. Al momento sono soltanto tre le autobotti adibite al servizio comunale (due della ditta Palma Autospurghi Trapani e una messa a disposizione dal Comune di Buseto Palizzolo), e al posto di due mezzi della Protezione civile potrebbero arrivare quelli dei vigili del fuoco.

Da qui la necessità di trovare altri mezzi con operatori in grado di guidarli. In assenza di un supporto sufficiente, l’amministrazione anticipa la possibilità di ricorrere alla requisizione di mezzi privati; nel documento, il sindaco la chiama “extrema ratio”, da utilizzare soltanto qualora non fosse possibile ottenere il necessario intervento pubblico. E nella nota viene richiamato anche un altro rischio: senza un adeguato servizio sostitutivo pubblico, oltre alle conseguenze economiche per famiglie e attività, potrebbe crescere il ricorso al mercato privato della fornitura d’acqua, con il rischio di irregolarità. Nella realtà, considerando le tante autobotti che circolano e sostano davanti agli immobili, nella zona cittadina compresa tra via Fardella e Lungomare Dante Alighieri, diverse ditte private hanno aumentato i rispettivi volumi di affari già da oltre due mesi. 

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