Con lo stratagemma del “finto carabiniere” avrebbe raggirato tre persone anziane tra Mazara del vallo e Campobello di Mazara. Un catanese di 23 anni è stato individuato quale presunto truffatore seriale ed è stato arrestato dalla Polizia, per tre distinti episodi risalenti al marzo di quest’anno.
Gli agenti, nei giorni scorsi, hanno eseguito un ordine di misura cautelare agli arresti domiciliari, emesso dal Gip del Tribunale di Marsala, dopo “un'intensa e meticolosa attività di indagine condotta sul campo” dal personale del Commissariato di P.S. di Mazara del Vallo.
Le indagini avrebbero accertato che il giovane, nel mese di marzo 2026, si sarebbe spostato per ben tre volte dalla provincia di Catania per raggiungere i territori di Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, dove avrebbe messo a segno altrettanti colpi ai danni di anziane vittime vulnerabili. “Queste ultime, tratte in inganno, con il crudele stratagemma del finto Carabiniere, sono state indotte a consegnare ingenti quantità di preziosi e denaro contante, subendo danni economici per migliaia di euro”.
“Il brillante risultato investigativo –è precisato in una nota della Questura di Trapani – è frutto della determinazione dei poliziotti che, grazie anche alla proficua collaborazione e all'ausilio fornito dai militari della Stazione Carabinieri di Campobello di Mazara, sono riusciti a ricondurre con certezza la responsabilità dei tre episodi in capo al ventitreenne”.
L’attività d’indagine, sviluppata inizialmente d’iniziativa e successivamente su delega della competente autorità giudiziaria, avrebbe permesso di ricomporre un solido e articolato quadro probatorio. “Messo alle strette dall'evidenza degli elementi raccolti a suo carico, lo stesso indagato – viene precisato nella nota – ha poi confessato la partecipazione attiva alle truffe durante l’interrogatorio di garanzia”.
L’arresto del truffatore seriale rappresenta un importante traguardo raggiunto grazie alla sinergia tra le forze dell’ordine sul territorio. “Per la Polizia di Stato questo successo si configura come un ulteriore ed efficace tassello nella costante lotta ai reati predatori e nella tutela delle fasce più deboli della popolazione, oltre a un forte monito per non abbassare mai la guardia contro simili fenomeni criminali”.