Trapani, la giunta risponde all’opposizione sulla sfiducia a Tranchida

"Il problema non è trovare le firme, ma avere i numeri per approvare la sfiducia al sindaco in Consiglio comunale".

Redazione Prima Pagina Trapani
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03 Novembre 2026 12:06
Trapani, la giunta risponde all’opposizione sulla sfiducia a Tranchida

La manifestazione dello scorso 31 ottobre davanti a Palazzo D'Alì, con centinaia di persone scese in piazza per chiedere le dimissioni del sindaco Giacomo Tranchida e sollecitare i consiglieri comunali a sottoscrivere la mozione di sfiducia, non è rimasta senza risposta. A intervenire è adesso la giunta comunale, che affida a un documento diffuso dalla consigliera Marzia Patti, per conto dell'amministrazione, la propria replica alle contestazioni e alle richieste avanzate durante la mobilitazione. Una presa di posizione dai toni netti, che sposta il confronto dalla piazza all'aula consiliare e punta soprattutto su una questione: la mozione di sfiducia, più volte annunciata dall'opposizione, ma che secondo la maggioranza non sarebbe ancora stata formalmente depositata nonostante la disponibilità delle firme necessarie.

È proprio questo il passaggio sul quale l'amministrazione costruisce gran parte della propria replica. "Le dieci firme necessarie per presentare la mozione di sfiducia c'erano già. Ci sono da mesi!", si legge nel documento. Per la giunta, dunque, non ci sarebbe alcun impedimento formale che abbia finora ostacolato l'iniziativa dei consiglieri contrari a Tranchida. Chi intende mandare a casa il sindaco, sostiene la maggioranza, avrebbe già avuto da tempo la possibilità di farlo, ricorrendo agli strumenti previsti dal regolamento e dalle norme che disciplinano l'attività consiliare.

La domanda che l'amministrazione rivolge direttamente all'opposizione è quindi precisa: perché la mozione non è stata ancora presentata? Un interrogativo che rappresenta il cuore politico della nota e che arriva a pochi giorni dalla manifestazione del 31 ottobre, durante la quale i promotori avevano chiesto pubblicamente ai consiglieri di maggioranza di unirsi all'iniziativa per raggiungere l'obiettivo della sfiducia. Secondo la ricostruzione della giunta, tuttavia, il problema non sarebbe mai stato quello di trovare le sottoscrizioni necessarie per depositare l'atto, ma piuttosto quello di dimostrare di avere la forza politica e i numeri per sostenerlo fino alla sua approvazione.

La maggioranza distingue infatti tra la possibilità di raccogliere le firme per presentare la mozione e quella di costruire una maggioranza consiliare in grado di approvarla. Due passaggi che, viene sottolineato, non possono essere confusi. "Il problema, evidentemente, non è mai stato trovare le firme per presentare la mozione, ma dimostrare di avere la caratura, la compattezza politica ed i numeri necessari per sostenerla e approvarla in aula". Da qui l'accusa all'opposizione di mantenere aperta una campagna pubblica sulla sfiducia senza assumersi fino in fondo la responsabilità di una scelta politica che comporterebbe anche la rinuncia agli attuali ruoli e alle posizioni ricoperte in Consiglio comunale.

Nel ragionamento della giunta, la manifestazione di sabato scorso rischierebbe così di diventare uno strumento per trasferire sulla cittadinanza una responsabilità che dovrebbe invece appartenere esclusivamente ai consiglieri comunali. "Non si può chiedere alla piazza di supplire ai numeri che mancano in Consiglio comunale né di coprire l'assenza di una propria volontà politica", è uno dei passaggi più duri della nota. L'amministrazione riconosce il diritto dei cittadini a manifestare il proprio dissenso e afferma di rispettare chi ha scelto di partecipare alla mobilitazione, ma contesta l'utilizzo della protesta come leva per una battaglia politica che, a suo giudizio, dovrebbe trovare una verifica concreta nelle sedi istituzionali.

La giunta sostiene inoltre che la partecipazione democratica debba essere accompagnata dalla chiarezza sui fatti e sulle responsabilità. Il documento esordisce proprio con un riferimento alle recenti mobilitazioni, definite un segnale che l'amministrazione ha il dovere di ascoltare. "L'impegno nei confronti della cittadinanza - si legge-  non può essere ridotto a tatticismi da palazzo o a manovre di facciata". Ma il rispetto per la piazza, secondo la maggioranza, non significa rinunciare a contestare le contraddizioni che ritiene di individuare nell'azione dell'opposizione.

Nel documento trovano spazio anche le questioni amministrative che, secondo la giunta, dimostrerebbero le difficoltà politiche della minoranza. Tra queste viene citata la bocciatura del Pef relativo al servizio di raccolta dei rifiuti, una decisione che l'amministrazione considera particolarmente grave per le possibili conseguenze sulla gestione del servizio e sulla pulizia della città. La preoccupazione riguarda anche i cittadini che rispettano quotidianamente le regole della raccolta differenziata e che potrebbero vedere vanificati i propri sforzi.

Un altro capitolo riguarda il Piano urbanistico generale. La giunta parla di inerzia sul Pug e richiama i rischi legati alla mancata pianificazione del territorio, dalle possibili nuove speculazioni edilizie alla vulnerabilità idrogeologica. Nel mirino anche i ritardi nell'approvazione del bilancio di previsione, per i quali è stato necessario l'intervento di un commissario, con l'obiettivo di evitare conseguenze sui servizi scolastici e sociali. Questioni che, nella lettura dell'amministrazione, rappresenterebbero la dimostrazione di un'opposizione più concentrata sugli annunci e sulle iniziative pubbliche che sulle responsabilità legate all'attività consiliare.

La giunta torna poi sulla presunta contraddizione tra il ruolo politico rivendicato pubblicamente dalla minoranza e il comportamento tenuto in aula. Secondo il documento, alcuni gruppi di opposizione avrebbero continuato negli ultimi mesi a partecipare alle dinamiche della maggioranza, votando anche atti strategici per la città, per poi presentarsi all'esterno come estranei alle responsabilità delle scelte compiute. Un atteggiamento che l'amministrazione definisce poco coerente e che, a suo avviso, rende ancora più difficile comprendere la reale posizione politica di chi oggi chiede la sfiducia del sindaco.

La presa di posizione arriva dunque in un momento di forte tensione politica per Palazzo D'Alì. La manifestazione del 31 ottobre ha riportato al centro del dibattito cittadino il futuro dell'amministrazione Tranchida e la possibilità di una conclusione anticipata dell'esperienza amministrativa. La risposta della giunta, tuttavia, non apre a passi indietro e rilancia la sfida all'opposizione: se esiste una volontà concreta di interrompere il mandato del sindaco, questa deve tradursi nel deposito della mozione e nella capacità di sostenerla in Consiglio comunale.

"La città ha bisogno di coerenza, lealtà istituzionale e amministratori capaci di anteporre l'interesse pubblico alla salvaguardia delle proprie posizioni e alla propaganda", conclude la maggioranza, assicurando che continuerà a lavorare senza sottrarsi al confronto. E proprio sul confronto politico si chiude il documento, con l'auspicio che dai banchi consiliari possa finalmente arrivare una proposta alternativa sulla quale misurarsi. Perché, è la conclusione della giunta, "la politica non si misura dagli annunci, ma dalla coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che si è disposti concretamente a fare".

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