Il Trapani Calcio annuncia la volontà di tornare a giocare allo stadio Provinciale, ma la vicenda relativa all'utilizzo dell'impianto è tutt'altro che conclusa. Dopo la sentenza del Tribunale di Trapani, che ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nella procedura di sfratto avviata dal Libero Consorzio Comunale, indicando nel Tar Sicilia il tribunale competente, si apre un nuovo capitolo della controversia.
La società granata ha infatti trasmesso una Pec al Libero Consorzio, alla Questura, alla Prefettura e al Comune di Erice, formalizzando l'intenzione di riprendere a disputare le proprie gare casalinghe al Provinciale. L'obiettivo è tornare nell'impianto già il prossimo 15 novembre, in occasione della partita contro l'Athletic Club Palermo, valida per la dodicesima giornata del campionato di Serie D, girone I. Il club ha precisato che l'eventuale accesso del pubblico dovrà rispettare i limiti di capienza stabiliti dalla Commissione di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli, annunciando un biglietto al prezzo unico di 5 euro per tutti i settori.
La pronuncia del Tribunale civile, tuttavia, non ha stabilito chi abbia diritto a utilizzare lo stadio. I giudici hanno accolto la contestazione del Trapani Calcio sulla natura del rapporto con il Libero Consorzio, riconoscendo che non si tratta di una semplice locazione privata, ma di una concessione amministrativa relativa a un bene pubblico. La controversia dovrà quindi essere affrontata davanti alla giustizia amministrativa, senza che sia stata presa alcuna decisione nel merito sulla permanenza del club nell'impianto.
Il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, raggiunto telefonicamente da Trapanisì, ha annunciato che l'Ente non intende fermarsi e che si rivolgerà nuovamente al giudice amministrativo. "Già martedì ripresentiamo la procedura al Tar Sicilia, che è il naturale giudice amministrativo", ha dichiarato, confermando la volontà di proseguire l'azione per ottenere il rilascio dello stadio. Quinci ha inoltre ribadito la posizione dell'Ente, secondo cui la concessione sarebbe scaduta a febbraio e il Trapani non avrebbe più titolo per occupare la struttura.
Di segno opposto la posizione del presidente granata Valerio Antonini, che considera ancora valida la convenzione. Secondo la ricostruzione del club, infatti, la seconda annualità dell'accordo coprirebbe il periodo dal 27 febbraio 2026 al 26 febbraio 2027. Una lettura che porta la società a ritenere legittima la propria permanenza al Provinciale e a contestare le richieste avanzate dal Libero Consorzio.
Antonini, commentando la sentenza, aveva parlato di "inizio di una serie di pesanti vittorie giudiziarie" destinate, a suo dire, a mettere fine a quello che definisce il "complotto" subito nell'ultimo anno. Anche la società, attraverso una nota ufficiale, aveva espresso soddisfazione per il pronunciamento, ringraziando l'avvocato Roberto Schifani per il lavoro svolto nella difesa del club e ribadendo la volontà di proseguire la propria battaglia legale.
Resta aperto anche il confronto sui canoni di concessione. Il Libero Consorzio contesta alla società il mancato pagamento delle somme dovute, mentre il Trapani respinge gli importi indicati dall'Ente, sostenendo che la cifra effettivamente dovuta ammonterebbe a 11.269,13 euro e non alle somme più elevate prospettate nella controversia.
Il futuro dello stadio si gioca dunque su due fronti: quello giudiziario, con il nuovo ricorso al Tar annunciato da Quinci, e quello sportivo, con il Trapani che ha già manifestato l'intenzione di tornare a casa per la gara del 15 novembre. Resta da capire se, in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari, il ritorno al Provinciale potrà concretizzarsi.