Una mostra gioiosa, inaspettata, sorprendente che dichiara il potere dell’arte di mettere al centro ciò che la società tende a emarginare. Il Museo diocesano di arte contemporanea “San Rocco” a Trapani ospita “Io sono Roberto” una nuova mostra che sarà inaugurata domenica prossima 8 febbraio alle ore 18.
“Esiste infatti l’arte degli outsider, di quelli sono ritenuti eccentrici rispetto alle regole sociali. È un’arte ‘fuori cornice’, che non sa neanche di esistere, ma che improvvisamente, al di là delle mode e delle richieste del mainstream, si impone perché semplicemente entra nel cuore e nella mente di chi si avvicina ad essa - – spiega il direttore del San Rocco don Liborio Palmeri tra i curatori con Giorgio Roscigno e Mario Ciotta - D’altra parte, «se è vero che è opera d'arte ogni cosa capace di suscitare sentimenti (ma anche pensieri) in chi la fruisce, perché limitare tale capacità a chi è convenzionalmente etichettato come artista?» (Dallago-Giordano).”
A popolare i quadri di Roberto Ventrone sono il mare, le barche, le reti, i pesci e tra questi soprattutto i tonni, liberi o imprigionati nelle vasche della morte, fluttuanti nell’acqua o appesi e squartati nelle tonnare; e suo padre, Clemente, protagonista per tanti anni della vita marinara di Favignana.
Come dice Giorgio Roscigno, che per primo ha scoperto il mondo artistico di Roberto, lui “appartiene a quella categoria di artisti rari che non costruiscono un linguaggio: lo abitano. La sua pittura nasce senza mediazioni, senza strategia, senza l’ansia di interpretare un gusto. È un atto primario, istintivo, eppure profondamente radicato nella biografia e nella cultura del territorio”.
“Abbiamo deciso di accogliere Roberto Ventrone in uno spazio espositivo – aggiunge don Liborio Palmeri - per non lasciare muta una voce così sincera e dolente, prorompente e malinconica, che attraverso la bellezza del colore fa trasparire anche il dramma di un’esistenza immersa nella solitudine. Perché questo titolo? Perché finalmente questo artista può dire chi è veramente, e nel suo nome pronunciato a voce alta può esprimere il suo mondo interiore. ‘Io sono Roberto’ è un’esclamazione, la sorpresa dell’artista di esistere non solo per se stesso, ma anche per gli altri.Roberto Ventrone è, in definitiva, un poeta del mare, che non cerca la scena, ma la verità. Le sue tele parlano di Trapani, delle Egadi, dell'acqua come destino e rifugio, della libertà interiore di uno che ha molto vissuto, nulla pretende e molto sa raccontare”.
La mostra è organizzata dal Museo San Rocco in collaborazione con Ambiente di Mario Ciotta.