Con la Delibera della Giunta Regionale n. 218 del 26 maggio 2026, l’intervento per la ricostruzione del ponte sul torrente Verderame è stato inserito per l'intero importo richiesto. «La notizia è positiva – afferma la deputata regionale M5S Cristina Ciminnisi –, ma non può essere celebrata senza tener conto di quattro anni di ritardi, modifiche progettuali, separazioni di interventi e lentezze amministrative che hanno più volte rischiato di far saltare del tutto il finanziamento».
«S’è trovata la somma integrativa che mancava – dichiara ancora la deputata –, ma si deve ricordare anche che ogni ritardo accumulato nella progettazione ha comportato un aumento dei costi e che i cittadini di Paceco e Misiliscemi, lavoratori e imprese da 4 anni sono costretti a percorsi alternativi, penalizzati ogni giorno, con una viabilità sotto pressione e ulteriormente aggravata dai recenti lavori sulla statale 115».
Ciminnisi ha seguito il dossier fin dall’inizio del mandato, coinciso con l’alluvione dell’ottobre 2022 a Salinagrande: «Il progetto sul Torrente Verderame costa complessivamente circa 5 milioni e 380 mila euro. Si tratta di un’opera strategica e prioritaria, perché serve a proteggere persone, abitazioni e attività economiche dal rischio di nuove esondazioni del torrente, ma anche al ripristino del ponte. Nel corso degli anni ho sollecitato la progettazione, lavorato per integrare le risorse attraverso il POC 2014-2020 quando i costi erano lievitati oltre le disponibilità iniziali, ma il progetto non avrebbe potuto essere completato entro il termine del 31 dicembre 2026 previsto per quel programma.
Con questa delibera, la Giunta Regionale ha approvato ufficialmente la riprogrammazione dei fondi, utilizzando altre risorse disponibili nell’Accordo per la Coesione, liberate dopo l’eliminazione di tre altri interventi del Dipartimento Infrastrutture. Passaggi che salutiamo con soddisfazione, ma che testimoniano una gestione amministrativa farraginosa e troppo lenta».
Ora, dopo l’approvazione in giunta regionale, i dipartimenti competenti dovranno comunicare i cronoprogrammi procedurali e finanziari aggiornati, necessari per la revisione formale dell’Accordo per la coesione, previo parere del Comitato Tecnico di Indirizzo e Valutazione (COTIV).
«Non ci sono più alibi – conclude la deputata –. Il finanziamento c’è, ma bisogna correre. I lavori sul ponte devono partire immediatamente e concludersi senza ulteriori rinvii. Un territorio che ha già pagato un prezzo troppo alto non può permettersi altri anni di attesa».
NOTA STAMPA