​Piano acustico a Trapani, presentate le osservazioni degli esercenti

Affollato incontro oggi in Municipio per la presentazione della bozza da parte dell’amministrazione comunale

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
11 Giugno 2026 16:34
​Piano acustico a Trapani, presentate le osservazioni degli esercenti

Circa duecento persone, tra esercenti e residenti nel centro storico di Trapani, hanno partecipato questa mattina, in Municipio, all’incontro di presentazione del Piano di Classificazione Acustica predisposto dall’amministrazione comunale; si tratta di una bozza che ancora potrebbe essere modificata, entro il margine dei prossimi quindici giorni, e sono già pronte e depositate diverse proposte da parte di commercianti, intenzionati a non operare in “una città silenziata”.

L’avvocato Francesco Brillante, ex candidato sindaco alle ultime Amministrative di Trapani, si è fatto portavoce di timori e disagi, e “sta collaborando con tutti gli esercenti del centro storico che hanno interesse al fine di proporre modifiche ‘sartoriali’ con la finalità di raggiungere un punto di equilibrio quando poi chiaro”.

“Ho formalmente depositato presso il Comune di Trapani una articolata osservazione alla bozza del Piano di Classificazione Acustica, con l’obiettivo di tutelare il comparto dei pubblici esercizi, della somministrazione, della ristorazione, dell’intrattenimento accessorio e, più in generale, dell’economia turistica e serale della città”, sottolinea il legale, raccontando come alla riunione “ci sono stati momenti di alta tensione, comprensibili, stante il momento storico che vede, anche a causa dei lavori per la BRT, una sensibile contrazione degli avventori sul centro storico, ed una regolamentazione del piano acustico che si pone in diretta incidenza con la programmazione delle attività in centro storico”.

“Le osservazioni presentate – precisa Brillante – non contestano l’esigenza di disciplinare il tema del rumore, né sottovalutano il diritto dei residenti al riposo e alla qualità della vita. Al contrario, chiedono che il Comune affronti finalmente la questione con serietà, equilibrio e modernità, evitando soluzioni rigide, indistinte e punitive, che rischierebbero di comprimere un settore economico essenziale per Trapani senza realmente risolvere i problemi della convivenza urbana.

La bozza di Piano, così come proposta, presenta diversi profili critici: una base conoscitiva fondata su dati non aggiornati, una disciplina della movida che tende a sovrapporre musica, ordine pubblico, consumo di alcolici e presenza di persone in strada, obblighi tecnici potenzialmente sproporzionati per piccoli locali e attività a basso impatto, una regolamentazione non sufficientemente differenziata tra centro storico, zone balneari, aree residenziali, piazze, vicoli e ricettori sensibili.

Particolarmente delicata è la disciplina del cosiddetto rumore antropico. Non si può attribuire automaticamente al singolo esercente il rumore prodotto da persone che sostano o transitano sulla pubblica via, salvo un accertamento concreto e tecnicamente fondato. La gestione dei flussi, della sicurezza urbana e del consumo di bevande in strada deve avvenire con strumenti propri, non trasformando il Piano acustico in un improprio regolamento di ordine pubblico.

Le osservazioni chiedono quindi una revisione profonda e costruttiva del Piano: pubblicazione integrale degli elaborati, proroga dei termini di consultazione, aggiornamento dei dati, correzione dei refusi e dei rinvii normativi, chiarimento dell’iter VAS/ARPA/ARTA, introduzione di un regime transitorio per consentire agli operatori di adeguarsi, nonché un cronoprogramma concreto per affrontare le criticità acustiche già individuate.

La proposta centrale è quella di superare la logica del divieto generalizzato e introdurre una vera mappatura acustica dinamica della città, distinguendo tra zone a vocazione turistica e di intrattenimento controllato, zone ordinarie e zone di rispetto rafforzato. Non tutti i locali sono uguali e non tutti i luoghi della città hanno la stessa funzione: un wine bar in un vicolo stretto non può essere trattato come un evento in una piazza; una filodiffusione di sottofondo non è una discoteca; il centro storico e il fronte mare non possono essere regolati come aree prive di vocazione turistica.

Tra le proposte avanzate vi è anche l’istituzione di un calendario stagionale delle deroghe programmate, capace di organizzare l’intrattenimento cittadino in modo ordinato, sostenibile e condiviso. L’idea è quella di creare un circuito della movida e degli eventi, anche a rotazione settimanale, che permetta di valorizzare aree diverse della città, decongestionare le solite strade, offrire ai turisti un’esperienza più ricca e consentire agli esercenti di contribuire all’offerta complessiva di Trapani in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

È stata inoltre proposta la possibilità di sviluppare una piattaforma o app ufficiale degli eventi, utile a informare cittadini e visitatori, indicare percorsi, distribuire i flussi, valorizzare luoghi meno battuti e trasformare la gestione della movida da problema emergenziale a risorsa organizzata.

Altro punto qualificante riguarda gli incentivi per la mitigazione acustica: il tema non può essere affrontato scaricando ogni onere sugli esercenti. In un centro storico composto da edifici spesso dotati di infissi non performanti, occorre ragionare anche su contributi, agevolazioni, premialità e misure di sostegno per residenti e operatori che investano in infissi antirumore, limitatori certificati, sistemi di abbattimento e soluzioni tecniche compatibili con il pregio degli immobili.

La visione proposta è chiara: Trapani deve diventare una città capace di conciliare tutela della quiete, diritto al riposo, sviluppo turistico, lavoro, impresa e vivibilità. Una città moderna non è una città muta, ma una città che sa governare i fenomeni complessi con regole intelligenti, proporzionate e condivise.

Gli esercenti non chiedono zone franche, né pretendono assenza di controlli. Chiedono regole serie, applicabili, uguali per tutti e costruite sulla realtà concreta della città. Chiedono di essere considerati parte della soluzione, non il problema da reprimere.

L’auspicio è che l’Amministrazione comunale voglia accogliere il contributo presentato, aprendo un confronto reale con gli operatori economici, le associazioni di categoria, i residenti e i tecnici, affinché il Piano acustico non diventi uno strumento di compressione dell’economia cittadina, ma l’occasione per costruire una Trapani più ordinata, più attrattiva, più rispettosa e più europea”.

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