Pescatori sequestrati a Bengasi, Nicola Cristaldi: “serve l’intervento di Bruxelles. La marineria mazarese ha perso il suo potere politico-contrattuale…”

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
30 Ottobre 2020 08:39
Pescatori sequestrati a Bengasi, Nicola Cristaldi: “serve l’intervento di Bruxelles. La marineria mazarese ha perso il suo potere politico-contrattuale…”

L’ex sindaco di Mazara del Vallo, già deputato nazionale e presidente dell’Ars, Nicola Cristaldi, ha parlato della vicenda dei diciotto pescatori (8 italiani, 6 tunisini, 2 indonesiani e 2 senegalesi) e dei due motopesca mazaresi “Antartide” e “Medinea” fermati lo scorso primo settembre a 35 miglia da Bengasi, in acque internazionali ma per i libici ricadenti nella ZEE (zona economica esclusiva) istituita, unilateralmente, nel 2005 e che si estende 62 miglia oltre le 12 territoriali.

Cristaldi, profondo conoscitore delle questioni del Mediterraneo, ha così spiegato i motivi del sequestro effettuato dalle motovedette del generale Khalifa Haftar, colui che comanda in Cirenaica in contrapposizione al Governo di Tripoli del dimissionario Fayez Al Serraj riconosciuto dalla comunità internazionale: “La visita del ministro degli Esteri in Libia, che ha incontrato solo una parte dei governanti, ha provocato le reazioni di Haftar e naturalmente non è stato un buon passo da questo punto di vista", commenta l'ex sindaco della citta'.

Cosa c'entrano i nostri pescatori con i fatti interni della Libia? Ormai pero' sono diventati oggetto di ricatto, questa è la realta'. Ma voi pensate che davvero l'Italia possa prendere quattro galeotti e darli in cambio della liberazione dei nostri pescatori? Ci sono altri metodi per liberarli – ha aggiunto il già due volte sindaco- e questo governo sa come si fa, lo abbiamo visto in altre vicende internazionali. Di queste cose se ne è sempre parlato e forse qualche volta si è  fatto, ma piu' passano i giorni meno è  fattibile un'operazione di questa natura.

Proseguendo l’analisi della situazione attuale Nicola Cristaldi (in foto copertina) con schiettezza ed il pragmatismo ha sottolineato: “La marineria di Mazara del Vallo non ha più' lo stesso potere politico contrattuale degli scorsi decenni, non abbiamo più' 400 natanti, non abbiamo piu' 15 mila addetti alla pesca e quindi non siamo piu' un elemento appetitoso per la politica regionale e nazionale e quindi il potere contrattuale è diminuito. In altri tempi –ha ribadito - non si sarebbe verificato tutto quello che c'è attorno ai familiari che sono accampati davanti la Camera dei deputati senza che faccia notizia.

Si aggiunga la rassegnazione della popolazione mazarese, che, avendo una bella flottiglia di parlamentari alla camera e avendo un ministro che è della nostra citta', non riesce ad avere informazioni e sprofonda nello sconforto e nell'angoscia”. Infine Cristaldi, che nei vari incarichi ricoperti si è occupato delle trattative per il rilascio di pescherecci, ha indicato la possibile soluzione alla lunga ed intricata vicenda che vede i diciotto pescatori detenuti nel carcere di el Kuefia, a 15 km sud-est da Bengasi: “Bisogna alzare il livello diplomatico, non è un problema di forza muscolare, la diplomazia italiana non ce la fa, c'è bisogno che si coinvolga Bruxelles, che non può stare più a guardare su ciò che accade nel Mediterraneo nei rapporti con i paesi rivieraschi.

Ricordo –ha concluso l’ex deputato di Alleanza Nazionale- l'epoca in cui si interveniva con Vito Miceli, capo dei Servizi segreti e personalità di livello internazionale, che ben conosceva la situazione dei paesi del Nordafrica”. Francesco Mezzapelle

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