‘Parliamone di mafia’, un evento per combattere la criminalità

Evoluzione dei modi di azione e controllo della mafia sul nostro territorio, questo il tema dell’evento a San Domenico

Pietro
Pietro Vultaggio
22 Settembre 2021 02:36
‘Parliamone di mafia’, un evento per combattere la criminalità

“Parliamone di mafia” non è stato soltanto un evento ma un focus di utilità sociale su un tema delicato come il fenomeno mafioso. A far da cornice il Chiostro di San Domenico che ha accolto la progettualità fresca di un gruppo di giovani che si riconoscono sotto il simbolo di Trapani per il Futuro, un’associazione che guarda alla città ed alle nuove generazioni che vogliono vivere in questa realtà. Andar via da Trapani è il percorso di molti trapanesi, ma tanti decidono di restare e questi tanti devono essere incoraggiati e supportati, ecco che in tale direzione sono nate varie associazioni promotrici di eventi interessanti.

Durante l’incontro dello scorso 17 settembre, realizzato in collaborazione con l’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani e l'Associazione CODICI, è stato trattato il tema dell’evoluzione e dei modi di azione e controllo della mafia sul nostro territorio, dei punti di contatto e commistione con la politica e l’economia. Durante l’evento molti ospiti hanno parlato della propria esperienza e delle proprie idee. Parlare di mafia è importante quanto combatterla, creare una consapevolezza nell’animo di chi ascolta rappresenta l’inizio di un cambiamento.“Parliamone di mafia” ha coinvolto la comunità di Trapani, “mettendo al centro del dibattito sociale la concreta necessità di una cultura antimafia più attiva, in un contesto cittadino in cui spesso, di certi temi, si parla a bassa voce - così Tpf scrive in una nota.

D’altronde, per citare Paolo Borsellino: ‘Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità’. Noi di mafia ne parliamo”. Abbiamo sentito Antonio Corte, presidente di Tpf: “Come possiamo fare per trattare un tema così delicato senza scivolare in clichè o in frasi retoriche? Cosa si può ancora dire che già non sia stato detto o come lo si può dire in maniera tale da risultare ancora attraente? Queste sono state alcune domande che ci siamo posti.

Incontrandoci e dialogando attorno al tema, è uscita spontaneamente l’esigenza di esaminare i nuovi volti della criminalità organizzata. Anche grazie alle nuove conoscenze degli amici dell’associazione antiracket e antiusura Trapani abbiamo pensato di aggiornare le nostre arrugginite conoscenze del fenomeno. E allora abbiamo studiato, abbiamo fatto ricerche e analisi, abbiamo scritto tanto e parlato ancora di più, forse troppo per la concentrazione consentita dopo ore di videochiamate. Un’altra concausa, in verità, ha forgiato la nostra determinazione nel seguire questo percorso.

Nei primi mesi del 2021 infatti il Comune di Erice ha indetto una manifestazione d’interesse, nell’ambito di un progetto denominato “Da Cosa Nostra a casa nostra”. Oggetto della questione era la concessione degli spazi di un immobile confiscato alla mafia, in particolare al boss Ciccio Pace. La prima gara è andata deserta, così abbiamo pensato di provarci anche noi, ed è andata bene perché il VII settore di Erice ha stabilito che il nostro progetto fosse il migliore. Al suo interno dovrà sorgere una web-radio della legalità, un centro di documentazione giuridica contro le mafie, una biblioteca e una banca dati dei procedimenti emessi dai tribunali di Trapani e Marsala e molto altro ancora.

Attendiamo da 4 mesi l’espletamento delle procedure burocratiche e non posso descrivervi l’emozione e la frenesia di iniziare anche quest’esperienza. Dal lavoro dell’hub, dallo studio, dalla conoscenza dell’associazione Antiracket, dalla concessione del bene confiscato, nasce l’esigenza di portare fuori, di esprimerci e di Parlare di Mafia”.

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