Giornata Tricolore a Custonaci, l'Italia al centro del Mediterraneo globale

Al Villa Zina Park Hotel il confronto promosso dal Centro Studi Dino Grammatico

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
26 Settembre 2026 17:05
Giornata Tricolore a Custonaci, l'Italia al centro del Mediterraneo globale

«La sfida è trasformare la centralità geografica dell'Italia in centralità strategica, diventando traino politico e contribuendo alla sicurezza degli spazi dai quali dipendono i nostri interessi. È questa oggi la prospettiva di un'Italia euromediterranea nel Mediterraneo allargato e globale». Con queste parole Isabella Rauti, sottosegretario di Stato alla Difesa, ha chiuso il suo intervento alla Giornata Tricolore 2026. L'incontro "Scenari e prospettive per un'Italia euromediterranea" si è svolto al Villa Zina Park Hotel, a Custonaci. Lo ha promosso il Centro Studi Dino Grammatico con il sostegno del Gruppo ECR del Parlamento europeo e il patrocinio della Fondazione Alleanza Nazionale. I lavori, moderati da Maurizio Miceli, consigliere comunale di Trapani e del Libero Consorzio Comunale, si sono aperti con i saluti del sindaco di Custonaci e presidente del Centro Studi, Fabrizio Fonte, e del deputato all'Assemblea regionale siciliana Giuseppe Bica.

Nel suo saluto, Giuseppe Bica ha richiamato il legame con il Centro Studi e il tema che ha guidato questa edizione: il ruolo del Mediterraneo nel futuro dell'Europa.

«Siamo convinti che lo sviluppo dell'Europa sia legato in maniera imprescindibile alle sue radici mediterranee. È una visione che fu di Dino Grammatico e che abbiamo voluto riprendere in questa edizione della Giornata Tricolore, perché conserva una straordinaria attualità. In uno scenario geopolitico in profonda trasformazione, l'Europa può tornare protagonista soltanto se riconosce la propria origine nel Mediterraneo, culla di civiltà per millenni. Serve un'Europa più forte, competente e coesa, capace di ritrovare nella propria identità le ragioni per costruire un percorso comune», ha spiegato Fonte.

Sul ruolo dell'Italia nella sicurezza del Mediterraneo allargato, Isabella Rauti è partita dal Mar Rosso e dalla minaccia degli Houthi sostenuti dall'Iran. Lì la sicurezza dello Stretto di Bab el-Mandeb riguarda direttamente il commercio, gli approvvigionamenti e la sicurezza economica del Paese. «Una crisi geograficamente lontana produce effetti vicini sui tempi di trasporto, sui costi delle merci, sulle imprese e sui cittadini italiani ed europei», ha detto. Tra le iniziative del governo ha ricordato la richiesta del ministro Crosetto di rafforzare la missione Aspides: «Ma questo impegno deve diventare uno sforzo comune e una decisione condivisa a livello europeo».

Da qui lo sguardo al Mediterraneo allargato: «La distanza geografica non coincide più con la distanza strategica: ciò che è locale è globale e ciò che è globale è locale». In questo spazio, ha concluso, l'Italia è «un ponte ideale tra il continente europeo e quello africano e una piattaforma al centro del Mediterraneo».

Dei rapporti tra Europa e Maghreb ha parlato l'europarlamentare Ruggero Razza, presidente della Delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb. «Si passa da una geopolitica orizzontale a una verticale, nord-sud», ha detto. A trent'anni dalla Conferenza di Barcellona ha denunciato l'assenza di una politica europea per il Mediterraneo, che ha lasciato spazio a Russia e Cina. I primi segnali di svolta, a partire dal primo portafoglio della Commissione dedicato all'area, sono arrivati secondo Razza grazie alla spinta del governo italiano. Ha ricordato la cooperazione paritaria avviata dall'Italia con il Piano Mattei in quindici Paesi africani e il memorandum con la Tunisia, a cui ha legato un calo dell'86% degli sbarchi sulla rotta tunisina. Il ruolo dell'Italia, ha aggiunto, è percepito più chiaramente dai partner nordafricani ed europei che nel dibattito interno.

Il senatore Raoul Russo, componente delle commissioni Bilancio e Insularità, ha indicato nel Piano Mattei lo strumento di una posizione autonoma dell'Italia: i Paesi della sponda sud diventano collaboratori e costruttori di sviluppo, e la Sicilia può essere snodo energetico e crocevia dei cavi sottomarini.

Sull'Europa di oggi è intervenuto il saggista Michele Rallo, presidente del Comitato scientifico del Centro Studi. Rallo ha proposto di articolare l'attuale Unione in aree omogenee, a partire da un'Europa mediterranea formata da Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia, capace di esprimere prima una politica estera e poi una difesa comune. Con il mondo arabo, ha detto, serve un'amicizia vera tra sponde che restano distinte.

Ad aprire il confronto era stata la ricostruzione storica di Massimo Magliaro, giornalista e già direttore di Rai International, sulla politica estera del Movimento Sociale Italiano a ottant'anni dalla fondazione. Il suo percorso è andato dalla Libia del dopoguerra all'idea di Eurafrica, fino alla svolta filo-israeliana consolidata con Alleanza Nazionale.

Le conclusioni sono state affidate a Giampiero Cannella, sottosegretario alla Cultura. Ha indicato nella cultura uno strumento di dialogo e di soft power tra i popoli del Mediterraneo, da proiettare anche attraverso il Piano Mattei.

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