Undici consiglieri comunali hanno sottoscritto la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, depositata questa mattina. A firmare sono stati undici dei tredici componenti dell’opposizione, superando così la soglia minima di dieci sottoscrizioni prevista per presentare l’atto.
Non tutta la minoranza, però, ha aderito all'iniziativa. Fuori dal documento sono rimasti Annalisa Bianco, Giuseppe Guaiana e Santo Vassallo. Tre assenze che evidenziano una convergenza non ancora pienamente raggiunta all'interno dell'opposizione.
Particolare attenzione suscita la scelta di Bianco, già presidente del Consiglio comunale e riferimento dell'area politica riconducibile a Mimmo Turano. La sua mancata firma era stata anticipata da alcune indiscrezioni e assume un significato ulteriore considerando che altri due esponenti del gruppo Trapani Tua, Giovanni Carpinteri e Alberto Mazzeo, hanno invece aderito alla mozione. Anche le posizioni di Guaiana e Vassallo sono da tempo al centro delle contestazioni di una parte della minoranza, che ha più volte rimproverato ai due consiglieri un atteggiamento ritenuto troppo vicino all'amministrazione, arrivando a definirli una sorta di "stampella" del sindaco.
Il deposito dell'atto rappresenta il seguito istituzionale della manifestazione organizzata sabato scorso di fronte palazzo D'Alì, dove i consiglieri promotori avevano chiamato a raccolta i cittadini per esprimere il dissenso nei confronti della giunta Tranchida.
Dalla mobilitazione pubblica si passa dunque al confronto in Consiglio comunale. Ma le undici firme, pur sufficienti ad avviare l'iter, non garantiscono l'approvazione della sfiducia: per far cadere il sindaco serviranno quindici voti favorevoli. La tenuta dell'opposizione e la capacità di allargare il fronte diventano adesso i nodi centrali della partita politica.