Cgil Trapani, istituito il coordinamento donne

Daniela Milana nominata responsabile, tra i punti cardine dell’agenda c’è la parità di genere

Pietro
Pietro Vultaggio
10 Gennaio 2022 02:34
Cgil Trapani, istituito il coordinamento donne

L’incarico di responsabile è stato conferito a Daniela Milana, da tre anni responsabile della Camera del lavoro di Castellammare del Golfo. A lei toccherà il compito di coordinare le donne all’interno della Cgil di Trapani. Uno dei compiti cardine sarà quello di elaborare politiche volte a ridurre le disparità nel mondo del lavoro e affermare quei diritti che spesso vengono messi in secondo piano. Ed è proprio questo il concetto che ribadisce la segretaria generale Liria Canzoneri: «Rafforzare la nostra azione di tutela sindacale nei confronti delle lavoratrici significa consentire loro di riappropriarsi di alcuni diritti formalmente riconosciuti, ma che spesso non vengono rispettati.

Tra questi - sottolinea - le pari opportunità salariali, il diritto alla maternità, la conciliazione dei tempi vita lavoro e un modello di welfare a sostegno delle famiglie e delle donne». Ed è in una ottica a ‘due motori uomo donna’ che realmente si può avere una crescita civile ed economica. «Il lavoro di qualità insieme alla crescita dell’occupazione femminile rappresenta uno degli strumenti indispensabili nella crescita complessiva della qualità della vita nel nostro territorio evidenzia Canzoneri».

Tra le attività già messe in campo la recente istituzione dello “Sportello donna Lavoro e Diritti”, la neo responsabile Milana spiega questa iniziativa: «La costituzione dello sportello donna vuole essere un segno tangibile di aiuto nei confronti delle donne, sia lavoratrici che disoccupate, che si trovano in condizione di fragilità economica, lavorativa e familiare. Stare accanto e sostenere, anche legalmente con il nostro pool di avvocati, le donne in difficoltà lavorativa è uno dei primi obiettivi che si pone il Coordinamento donne insieme all’elaborazione di politiche di genere che mirino anche a garantire alle donne un’occupazione che sia stabile e che rispetti, senza alcuna discriminazione, i diritti contrattuali”.

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