Capo Feto, incontro ravvicinato con degli squali da parte di un giovane sub marsalese

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
30 Agosto 2020 20:56
Capo Feto, incontro ravvicinato con degli squali da parte di un giovane sub marsalese

Momenti di paura nelle acque antistanti la riserva di Capo Feto, tra Petrosino e Mazara del Vallo, per due sub marsalesi Massimo e Benjamin Romeo, padre e figlio, che nel pomeriggio di venerdì 27 agosto avrebbero avuto un incontro ravvicinato ed inaspettato con un branco di squali. Riportiamo quanto Benjamin Romeo a raccontarlo a Enzo Amato della testata di Marsala Live. “È  stata un’esperienza traumatica. Fin da piccolo sono sempre andato a pescare, già a 6 anni ero completamente innamorato del mare e di questo mondo.

Venerdì sono andato con mio padre per la classica pesca amatoriale, a Capo Feto, con la barca. Verso le ore 18, mentre che pescavamo, mi sono ritrovato accerchiato – inaspettatamente e con grande sorpresa – da tantissime ‘ricciòle’, pesci troppo buoni. Così ho sparato a quella più grossa, di circa 5 kg, con il fucile e ‘fortunatamente’ non l’ho presa. Il sangue del pesce avrebbe sicuramente attirato ancora di più gli squali che erano grandi. Intuivo, infatti, qualcosa di strano.

Le ‘ricciòle’ dopo uno sparo di solito scappano e invece questa volta sono rimasti lì, vicino a me, come ‘a protezione’ di qualcosa. Non se ne sono affatto andate via. Ed ero felice in quel momento. Mai avevo visto tanti pesci vicino a me, tutti vicini tra di loro. Io, a questo punto, ho mirato nuovamente quella più grossa che prima avevo sbagliato. Ero pronto per sparare. Ero incredulo poiché sia questo pesce che molti altri sono rimasti attorno a me, senza allontanarsi. A un certo punto vedo un’ombra, una bestia di tre metri si avvicina a me.

Un momento che non dimenticherò mai, mi si è bloccato tutto, non riuscivo a fare niente. Non sapevo tra l’altro cosa fare. Mio padre era già sulla barca, era rimasto un’ora in acqua ed era salito. Ma non sapevo come comunicare con lui, non potevo gridare, non potevo fare troppo ‘casino’, anche perché gli squali nel frattempo erano aumentati, mi giravo attorno e ne vedevo sempre di più… Enormi, immensi, giganteschi, dei bestioni a branco. Ho alzato solamente la mano nella speranza che mio padre capisse che avevo bisogno di aiuto.

Ma lui non lo capiva, ovviamente, dalla barca non ha notato nulla. Di solito peschiamo con la barca ancorata, io da una parte e mio padre dall’altra parte. Sono stato circa un minuto con gli squali che mi circondavano, un minuto interminabile. Si allontanavano un po’ e giravano, ed erano nuovamente vicino a me, così come le ‘ricciòle’ che mi circondavano”. Attorno ne avevo più o meno 7 o 8 squali. Io stavo ‘morendo’, anche perché loro non se ne andavano. E fortunatamente mio padre ha capito finalmente che si doveva avvicinare a me.

Non potevo dare a lui segnali troppo evidenti e mio papà vedendomi ‘sereno’ si è avvicinato quasi e solo per curiosità, come a dire ‘vediamo cosa ha preso mio figlio questa volta. Mio padre non ha visto niente, era concentrato a mettere la scaletta per farmi salire e tra l’altro non capiva il motivo per il quale io ho sparato e sono salito a razzo… Ero letteralmente ‘cagato’, ‘ghiacciato’, immobile. Gli squali che prima erano intorno a me, andavano e ritornavano, con le vibrazioni forse causate dal movimento della barca ha fatto si che gli stessi squali si allontanassero da me, tutti.

Ma vedo passare nel frattempo un tappeto di squali sotto di me, una ventina più o meno. Tre metri di bestie, enormi. Potevano essere degli squali martello, con un muso così schiacciato e per il fatto che stanno in branco… Ma non ho la certezza assoluta. Cercavo di notare quando ero in mare se avessero la pinna bianca, ma non ho notato nient’altro purtroppo, solo il muso schiacciato. Massimo e Benjamin Romeo hanno avvertito la Capitaneria di Porto e raccontato la loro brutta avventura". Infine Enzo Amato ha chiesto al sub come sia stato possibile secondo lui la presenza di quegli squali in quel tratto di mare antistante la costa.

Questa la spiegazione di Romeo: “Il periodo e il clima è strano, il mare negli ultimi giorni è stato calmissimo come non mai, piatto. Anche l’acqua è stata caldissima in questi giorni. Venerdì era addirittura 28 gradi. E lo dimostra anche il fatto che ci sono state tantissime meduse, anche a Torrazza. E di diverse specie, enormi. Magari le correnti calde e particolari hanno attirato questi squali… Ci sono state correnti di mare strane e con questa acqua calda molto probabilmente dalla costa africana si sono avvicinati a noi.

Io pescavo in 7 metri d’acqua, non ero in acque profonde. A quest’altezza ci vanno anche tantissimi bagnanti a Capo Feto. Anche perché la spiaggia non era tanto lontana da dove eravamo noi. Proprio lì vicino c’è una scuola di kite, è una zona molto frequentata, la famosa ‘cala spaghetti'”.

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