Alla scoperta dell’unica villa in via Fardella

Abbandonata da decenni, una storia di fascino e mistero si intreccia con una ricca famiglia trapanese

Pietro
Pietro Vultaggio
18 Luglio 2021 09:22
Alla scoperta dell’unica villa in via Fardella

Un altro edificio simbolo nascosto della nostra Trapani. Un simbolo da sempre misterioso ed affascinante. Quanti di noi si sono fermati a guardare l’unica villa in piena via Fardella? Stiamo parlando di Villa Luppino. In realtà la struttura nasce per volere del cavaliere Salvatore Lo Nero, imprenditore locale di inizio ‘900, titolare di diverse fabbriche.La villa nacque, negli anni ‘20 circa, proprio per le esigenze lavorative del Cavaliere Lo Nero, il quale adibì la struttura a magazzino.

Passano gli anni e la struttura viene acquistata negli anni ‘40 dalla famiglia Luppino, emergente famiglia borghese in forte ascesa. I Luppino, oltre a possedere una delle vetrerie più grandi della Sicilia Occidentale con amministratore delegato Francesco Lombardo Luppino, erano proprietari e fondatori dell’A.R.C.A.I. (attività riunite agricole commerciali e industriali), poi divenuta società per azioni con un capitale annuo di 30 miliardi di lire. Producevano olio di oliva, pomodoro in scatola, tonno, saponi ed altro con tre filiali in tutta Italia ed una propria flotta navale per le spedizioni commerciali.Tramite l’A.R.C.A.I.

S.p.A il cavaliere Lorenzo Luppino, insieme ad altri soci, investirono ed allargarono la produzione comprando la tonnara di San Cusumano, la tonnara di Bonagia e la tonnara di punta Tipa - oltre a diversi palazzi in centro storico, fra cui uno ad angolo tra via Badia Nuova e via delle Arti. 

Tra questi acquisti anche questa villa, dove si organizzavano delle feste: lo scantinato e la terrazza su via Fardella erano sempre meta di chi voleva dialogare e ballare. Lo stile neoclassico della struttura fa rimaneggiare qualcosa di antico, con una storia, ma in realtà tra alterne fortune adesso è da decenni in balia dell’abbandono. La famiglia Luppino ebbe tracolli finanziari e dovette cedere gran parte delle proprie fortune, ma la villa rimase ad una dei Luppino, faceva la maestra di scuola elementare. 

Ebbe diversi figli e l’eredità si allargò sempre più, tanto da non far mettere d’accordo tutti gli eredi sull’uso dell’immobile. Storie di personaggi trapanesi che si intrecciano con gli immobili simbolo di una Trapani laboriosa, simbolo di una Trapani che aveva voglia di inventarsi e guadagnare, simbolo di tutti coloro che oggi hanno deciso di rimanere, di non mollare, di non andare lontano, ma di respirare orgogliosamente la storia di questo posto.

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