Trasformare il teatro in uno spazio di ascolto, confronto e partecipazione per parlare ai giovani di salute, fragilità e prevenzione. È questo l’obiettivo della “Officina delle Arti Sceniche – Teatro, spazio pubblico e partecipazione giovanile”, in programma da oggi 7 settembre, fino a giorno 12, al Convitto San Carlo di Erice, nel centro storico, nell’ambito del progetto @Lab_School – Azioni di contrasto e prevenzione delle dipendenze, promosso dalla Rete Salus Scuole S.H.E. Sicilia.
L’iniziativa è organizzata con la collaborazione dell’Associazione Culturale Raizes, con la direzione artistica e pedagogica di Alessandro Ienzi, e coinvolgerà 27 studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado, tre per ciascuna provincia siciliana, individuati dalle scuole polo provinciali della Rete.A ospitare il percorso sarà l’Istituto di Istruzione Superiore “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice, scuola polo provinciale della Rete S.H.E. – Salus per Trapani, con il coordinamento della Dirigente Scolastica Pina Mandina.Per sei giorni il teatro diventerà un vero e proprio laboratorio di formazione, sperimentazione e cittadinanza attiva.
I ragazzi e le ragazze non saranno semplici spettatori o interpreti, ma protagonisti dell’intero processo creativo: dalla scrittura alla costruzione dei personaggi, dalla recitazione alla regia, dalla scenografia alla composizione dello spazio, fino alla relazione con il pubblico.Il programma prevede attività intensive al mattino e al pomeriggio, alternate a momenti di conoscenza del territorio. Si parte oggi con l’accoglienza e un focus su corpo, gruppo, spazio e mestieri del teatro; nei giorni successivi si lavorerà su scrittura e drammaturgia, costumeria, oggettistica e scenografia, regia, composizione e montaggio, fino alla sperimentazione dello spazio pubblico e alla costruzione della performance finale.
Sono, inoltre, previste escursioni nei boschi di Erice, al Parco archeologico di Segesta e alle Saline di Marsala.Al centro della creazione finale ci sarà un tema di forte attualità: l’uso di sostanze stupefacenti in età giovanile. Un argomento che il progetto sceglie di affrontare lontano da approcci moralistici o didascalici, attraverso il linguaggio del teatro, il corpo, la narrazione, gli oggetti, le immagini e il rapporto con lo spazio.La domanda da cui partirà il percorso è semplice e, allo stesso tempo, profondamente complessa: perché un giovane cerca una sostanza? Che cosa cerca realmente? E cosa accade quando una fragilità individuale incontra un contesto sociale incapace di ascoltarla?Il laboratorio vuole creare uno spazio nel quale mettere in discussione stereotipi e pregiudizi e favorire un dialogo tra giovani, adulti e comunità.
Il teatro viene inteso come uno strumento di sensibilizzazione capace di trasformare una questione sociale in una domanda condivisa, senza giudicare i giovani ma offrendo loro uno spazio di ascolto e consapevolezza.La metodologia sarà fortemente esperienziale, secondo il principio del “learning by doing”: gli studenti saranno coinvolti direttamente attraverso esercizi teatrali, training fisico e vocale, improvvisazione, scrittura creativa, composizione di immagini, lavoro individuale e di gruppo, costruzione di materiali scenici, analisi di situazioni reali, discussioni collettive e prove della performance.Tra gli obiettivi del progetto ci sono lo sviluppo delle capacità espressive e creative, la conoscenza delle diverse professionalità del teatro, il rafforzamento dell’ascolto e della collaborazione, la valorizzazione delle differenze e la costruzione di un’esperienza comune tra giovani provenienti da territori diversi della Sicilia.
Sul piano sociale, il percorso intende promuovere il confronto sui temi che riguardano le nuove generazioni e affrontare il fenomeno delle dipendenze attraverso un linguaggio non giudicante, capace di interrogare anche le dimensioni sociali, relazionali ed emotive del fenomeno.Particolare attenzione sarà dedicata anche allo spazio pubblico, che durante il laboratorio potrà trasformarsi in luogo di incontro, performance, sensibilizzazione e dibattito. Gli studenti saranno invitati a osservare i luoghi quotidiani e a sperimentare come un’azione teatrale possa modificarne temporaneamente la percezione, coinvolgendo il pubblico non necessariamente come spettatore tradizionale, ma come parte dell’azione.La settimana si concluderà il 12 settembre con la prova generale e la prova aperta della performance, prima della partenza dei partecipanti.“La Rete S.H.E.
– Salus vuole promuovere una scuola capace di prendersi cura del benessere dei propri studenti non soltanto attraverso l’informazione, ma creando occasioni concrete di partecipazione, relazione e consapevolezza – sottolinea la Dirigente Scolastica Mandina –. Con l’Officina delle Arti Sceniche scegliamo il teatro come strumento educativo e sociale: uno spazio nel quale i ragazzi possano esprimersi, interrogarsi e costruire insieme una narrazione diversa su temi complessi come le dipendenze”.
NOTA STAMPA