Verde pubblico in città, Trapani tra le peggiori in Italia

Nuovo articolo a cura degli studenti del "Rosina Salvo".

Emanuele
Emanuele Barbara
10 Aprile 2021 15:41
Verde pubblico in città, Trapani tra le peggiori in Italia

Il verde urbano o pubblico non è altro che il polmone verde delle nostre città, ovvero piccoli spazi o porzioni del tessuto urbano dominate dal verde e dalla natura. A questa definizione possono corrispondere: parchi urbani, aiuole, viali alberati ed aree spartitraffico piantumate.Dall’ultimo rilevamento Istat è emerso che il verde urbano rappresenta appena il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia, per una media di 31,1 mq a testa.Trapani occupa il 102’ posto nella classifica del verde pubblico delle città italiane con 5,9 mq per abitante [statistica sotto la media].Oltre ad essere negli ultimi posti in Italia siamo anche la città con minore verde pubblico in tutta la regione Siciliana.Il primo posto in Italia per verde pubblico è occupato dalla città di Trento con 406 mq per abitante e, invece, in Sicilia il primo posto è occupato dalla città di Agrigento con 92,0 mq per abitante [50’ posto nelle città italiane].I pochi polmoni verdi a Trapani sono la zona portuale, villa Margherita, villa Pepoli, via Fardella e piazza Vittorio Veneto.La mancanza di verde pubblico nel nostro territorio sicuramente non è un fatto che deve passare inosservato perché la sua presenza all'interno delle città svolge da sempre delle funzioni utili e porta innumerevoli benefici.Gran parte delle aree verdi urbane, in passato, sono state progettate e create per fini sociali ed economici, ma è anche importante considerare la loro presenza per i benefici ambientali ovvero: filtraggio dell’aria, micro-regolazione del clima, riduzione dei rumori, drenaggio delle acque piovane e conservazione della biodiversità.

E’ importante precisare che negli ultimi mesi a Trapani si sta provvedendo per costruire nuove aree green tra cui: via Rosario Livatino, via Mauro Rostagno, via De Santis e via Villa Rosina, ma si deve far presto ed è ancora troppo poco.

Alessandro Palermo 1^ I

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