Scandalo aborto su Facebook, autogol del Comune di Trapani

Nelle ultime ore sono tanti i cittadini che si sono scagliati contro il Comune e contro il Primo Cittadino.

Maria Chiara
Maria Chiara Conticello
18 Ottobre 2021 01:06
Scandalo aborto su Facebook, autogol del Comune di Trapani

È diventato un vero e proprio caso mediatico quello che, nelle ultime ore, ha come protagonista l’infiorata che si svolge ogni anno nel pieno centro storico trapanese.

Arrivata alla sua undicesima edizione, la manifestazione quest’anno ha presentato il tema “Maria che sciogli i nodi” come quello della mafia, della droga, della violenza, del razzismo o della disoccupazione. Ma a indignare tutti è uno solo dei quadri: un feto bianco su un cerchio di fiori gialli contornati da petali colorati per chiedere a Maria di sciogliere i nodi dell’aborto.

E indigna perché è stato proprio il Comune di Trapani – che la manifestazione l’ha patrocinata – il primo a pubblicare la foto e a invitare i cittadini a partecipare a questa particolare forma d’arte. I trapanesi, però, non ci stanno e nelle ultime ore sono tanti quelli che si sono scagliati contro il Comune e, in particolare, contro il Sindaco Tranchida.

Come tante sono le varie personalità trapanesi che hanno criticato la scelta del Comune di pubblicizzare il tutto.

«Nulla da dire sul patrocinio conferito alla manifestazione da parte del Comune – ha dichiarato Valentina Villabuona, Presidente dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico, riferendosi direttamente al Primo Cittadino – tuttavia sarebbe bastata una foto della scalinata che non evidenziasse in modo così brutale un quadro che ben rappresenta la cultura cattolica, ma che certamente non è la cultura di tutte e tutti i trapanesi. Trapani è madre come dici tu, ma anche donna e le donne non sempre vogliono essere madri, non sempre possono essere madri e non sempre decidono di tenere un figlio e se non lo fanno non si devono sentire giudicate dal loro Sindaco, a prescindere se scelgano di abortire o di lasciare il bambino in una culletta termica».

Ma la Villabuona non è la sola a pensarla così: della stessa idea anche Francesca Trapani – consigliera comunale – e Valentina Colli – Presidente Provinciale dell’Udi –.

E mentre la Trapani chiarisce che «ciò che è stata criticata è la presa di posizione da parte del comune con un messaggio nella propria pagina palesemente anti abortista» chiedendo al Sindaco e alla Giunta di chiedere «scusa a tutte le donne che hanno dovuto ricorrere all’aborto», la Colli invece ha criticato le parole del Primo Cittadino.

«Il sindaco – ha scritto la Presidente Provinciale dell’Udi – finge di non comprendere che patrocinare un’iniziativa significa sposarne il contenuto in tutte le sue parti. Secondo lui, osteggiare ed esecrare una legge dello Stato che va contro la libertà delle donne è normale condivisione di idee e sensibilità. Evidentemente gli è sfuggito che, per garantire la pluralità democratica, poteva autorizzare la manifestazione senza patrocinarla. E soprattutto senza riportare, fieramente, la posizione anti-abortista sulla propria pagina istituzionale. Perché le valutazioni discrezionali un’amministrazione deve farle».

Il Sindaco, infatti, ha scritto tramite un post Facebook che «l’infiorata è un omaggio alla città, anche per questo abbiamo voluto rendere pubblica l’opera sui social del comune, ed insieme il richiamare la comunità cittadina alla riflessione su temi attuali ed assolutamente laici (dalla violenza sulle donne all’impegno antimafia o per la tutela dell’ambiente). Vi è anche una particolare inclinazione spirituale e religiosa su alcuni temi che può non trovare d’accordo tutti così come rassegnatomi per le vie brevi, ma l’opera va comunque letta nel suo insieme e con il debito di rispetto democratico delle idee e sensibilità di tutti. L’approccio laico del comune, più in generale anche nella concessione di suolo pubblico per manifestazioni le più diverse e disparate, non può significare valutazioni discrezionali e/o di censura, bensì di rispetto per tutti».

E poi c'è chi - come il Movimento Giovanile di Fratelli d'Italia "Gioventù Nazionale" - interviene per tutelare la libertà degli artisti trapanesi che hanno realizzato il quadro e per invitare «gli amministratori cittadini a sfruttare la provocazione artistica come un invito alla discussione sul tema e non come un mezzo per un attacco politico».

La polemica social, insomma, non tende ad arrestarsi e, forse, questo sarà uno dei momenti più difficili per tutta l’Amministrazione Tranchida che, questa volta, ha fatto un vero e proprio autogol. 

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