San Vito Lo Capo, il sindaco Peraino vicino ai ristoratori: «Solidali con loro»

Sindaco e l'intera Giunta comunale hanno preso parte alla protesta pacifica organizzata da Ras.

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
28 Aprile 2021 18:28
San Vito Lo Capo, il sindaco Peraino vicino ai ristoratori: «Solidali con loro»

Il sindaco Giuseppe Peraino e l’intera Giunta comunale, composta dagli assessori Francesca De Luca, Franco Valenza, Andrea Spada e Nino Ciulla hanno partecipato questa mattina al flash mob organizzato a San Vito Lo Capo da Ras (Ristoratori Associati Sanvitesi) al quale hanno aderito altre associazioni del territorio, AOTS, il Comitato #Nomarineresort, Federalberghi San Vito Lo Capo e Mio Sicilia.

«La nostra presenza alla manifestazione di oggi - ha detto il sindaco Peraino - è il segnale che l’amministrazione comunale è vicina e solidale con i nostri operatori economici. L’economia turistica, che rappresenta la principale ricchezza di questo territorio, in questo momento è in ginocchio a causa dei provvedimenti anti Covid-19 che limitano la ripartenza delle attività di ristorazione. Noi ci auguriamo che l’atto di indirizzo approvato ieri in Parlamento possa essere recepito dal Governo consentendo di rivedere orari e modalità entro maggio, per dare certezze alla categoria.

Non bisogna ovviamente mai dimenticare- ha sottolineato il sindaco - il necessario rispetto delle disposizioni anti contagio; se si abbassa l’indice RT, come ci auguriamo, e aumentano le vaccinazioni, credo e spero che nel giro di un mese circa si possa tornare ad una certa normalità».«I ristoratori sanvitesi vogliono e chiedono di tornare a lavorare - ha detto l’assessore al turismo Nino Ciulla -. E’ questo il messaggio che parte oggi da San Vito Lo Capo, perla del turismo della Sicilia occidentale, ma che riguarda tutti i manifestanti che sono scesi in piazza in questi giorni in tutta Italia.

I lavoratori non vanno dimenticati, sia attraverso i ristori economici, ma soprattutto consentendo loro di riprendere a lavorare, perché è il lavoro che dà dignità all’uomo».

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