Mazara, Porto Canale: modalità, tempi e costi per avvio della pulizia.

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
24 Luglio 2019 00:52
Mazara, Porto Canale: modalità, tempi e costi per avvio della pulizia.

Lo scorso 19 luglio il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, a seguito di un sopralluogo congiunto con l’ing. Giancarlo Teresi della Regione Siciliana nell’area del porto canale con l’ing. Giancarlo Teresi, dirigente del Servizio 7 dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture, “delegato –come si leggeva nella nota pervenuta dal Comune- dal Governatore Musumeci”, ha annunciato che entro la fine dell’anno inizieranno le operazioni di dragaggio del porto canale. Nella stessa nota il Sindaco Quinci ha spiegato: “a seguito dell’ordinanza di Protezione Civile regionale –la nostra Amministrazione  e la Regione Siciliana, oggi rappresentata qui a Mazara del Vallo dall’ ing.

Giancarlo Teresi, accompagnato dal nostro concittadino ed ex parlamentare Toni Scilla, avviano le azioni propedeutiche che consentiranno, finalmente, l’inizio a breve dei lavori di dragaggio del porto”. Quinci ha così infine sottolineato: “dal nostro insediamento abbiamo avviato una proficua sinergia istituzionale con la Regione Siciliana e gli altri Enti e non è un caso che solo ora, dopo il nostro insediamento, riusciamo a sbloccare un’opera attesa da anni dai cittadini, dalla marineria e da tutte le forze economiche di Mazara del Vallo, d’intesa con il Governatore Musumeci che ringraziamo.

Il porto tornerà vivibile e sarà finalmente potenziato!”. Il 24 giugno, lo stesso primo cittadino mazarese, accogliendo al Palazzo di Città  l’ing. Giancarlo Teresi e l’arch. Gaspare Motisi, rispettivamente, dirigente/ingegnere capo e funzionario del Genio Civile di Trapani, diede l’annuncio che Genio Civile era stato incaricato della direzione dei lavori del dragaggio: “ciò –dichiarò Quinci nella stessa nota elogiando già allora il presidente della Regione on.

Musumeci e l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Marco Falcone – rappresenta un passo in avanti deciso. Non siamo ancora all’avvio degli interventi ma il fatto che la Regione abbia acquisito la consapevolezza dell’importanza dei lavori di ripristino dei fondali portuali in un’ottica di sicurezza e di protezione civile ci fa ben sperare sullo sblocco della procedura”. In pratica, per il tramite del dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico dell’Assessorato alle Infrastrutture, arch.

Salvatore Lizzio e del dirigente Dipartimento regionale di Protezione Civile, ing. Calogero Foti, il commissario straordinario per il Rischio Idrogeologico, ing. Croce, aveva incaricato lo staff dell’ufficio del Genio Civile di Trapani, capitanato dall’ing. Giancarlo Teresi, per la direzione dei “lavori di ripristino dei fondali del bacino portuale e del retrostante porto canale – 1° stralcio – Foce del Fiume Mazaro”. La nostra redazione ha pertanto contatto lo stesso ing.

Giancarlo Teresi per capire quali saranno le modalità per l’avvio dei lavori per il dragaggio del porto canale. Premettiamo fin da subito che i lavori rappresentano un primo stralcio, e non riguarderanno l’intero bacino del porto canale fino al primo ponte sul fiume Mazaro. Ricordiamo che lo scorso dicembre, in una riunione politica al Rivoli, lo stesso Presidente Musumeci assicurò ai nostri microfoni l’avvio di un progetto, con un fondo 15 milioni di euro circa, di “soil-washing” per ripulire, attraverso una “grossa lavatrice” i fanghi del porto canale, al fine di superare l’ostacolo (creato da alcuni ambientalisti ed avallato da alcune istituzioni) dello sversamento dei fanghi prelevati nell’area di “Colmata B” che ad oggi, in verità,  nonostante gli stessi ambientalisti la proclamino area di interesse naturale, è ridotta ad una pattumiera.

L’ing. Teresi ha spiegato che il primo intervento dei lavori sarà realizzato in ottemperanza all’ordinanza della Protezione Civile Nazionale n. 558 del 15 novembre 2018 (“Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Siciliana, Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano colpito dagli eccezionali eventi meteo a partire da ottobre 2018”) e che nel caso particolare del porto canale di Mazara del Vallo si tratterà di rimuovere i detriti ed il materiale depositato nell’area prossima alla foce del fiume Mazaro (in pratica dall’ingresso del porto fino al tratto antistante via Molo Com.

Caito, vedi foto di copertina) a seguito dell’esondazione del fiume Mazara per il maltempo del 10 novembre scorso e di dicembre. Lo stesso capo del Genio Civile ha spiegato che i lavori saranno preceduti da rilievi batimetrici e topografici e da una contemporanea attività di caratterizzazione del materiale fangoso depositato nel fondale del suddetto tratto. La tecnologia  utilizzata sarà quella “multibeam” in grado di fornire un’analisi tridimensionale dei fondali.

Ciò consentirà di stabilire la percentuale dei fanghi che andranno in “Colmata B” e di quella per la quale, presentando eventualmente metalli pesanti o altro materiale tossico, invece sarà necessaria lo smaltimento in discarica speciale. Bisognerebbe anche quando incidono alcuni scarichi fognari ancora attivi nello stesso porto canale. Ricordiamo che la necessità di una nuova analisi dei fanghi (la prima fu effettuata dal 2012 dal Cnr su indicazione della precedente Amministrazione comunale guidata da Nicola Cristaldi) fu sollevata nell’ottobre scorso nel corso di una visita a Mazara dell’Assessore regionale al territorio e ambiente, Totò Cordaro, accompagnato da Toni Scilla, Presidente di Agripesca Sicilia, dal dirigente generale Dipartimento dell’Ambiente dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente dott.

Giuseppe Battaglia e dal dott. Maurizio Croce, Soggetto attuatore per i rischi del dissesto idrogeologico e già assessore al territorio con il Governo Crocetta. Dopo un sopralluogo per verificare la situazione di non agibilità del porto canale, incontrando gli operatori economici che vi lavorano e che ormai da anni soffrono di grandi disagi a causa del mancato dragaggio negli ultimi 40 anni, l’Assessore Cordaro infatti dichiarò: “Non sarà possibile agire se prima non avremo gli esiti di una nuova caratterizzazione dei materiali esistenti nei fondali visto che la precedente è scaduta nel 2015.

Se questi risulteranno di tipo B, cioè confluibili nella colmata, ci troveremo –spiegò Cordaro- di fronte a tempi e costi sostenibili; in queste condizioni i lavori potrebbero iniziare anche entro l’inizio dell’estate prossima. Se la natura dei materiali dovesse essere di tipo C, allora dovrebbero essere avviati in discarica e ciò richiederebbe tempi e costi di gran lunga superiori”. Tornando ai chiarimenti su questo primo intervento di pulizia del porto canale, l’ing. Teresi ci ha informato che a questo seguirà un secondo intervento relativo alla rimozione di alcuni relitti presenti nei fondali sempre del suddetto primo tratto del porto canale e che al momento risultano di ostacolo alla stessa fruibilità del porto.

Tempi e costi. Sui tempi di avvio di questo primo intervento l’Ing. Teresi non si è sbilanciato ma si è detto ottimista circa l’inizio entro la fine dell’anno dei lavori; per quanto riguarda i costi lo stesso ha parlato di circa 2 milioni di euro subito a disposizione anche se la cifra, pur ottimizzando i costi, potrebbe salire in base alla eventuale necessità di scaricare materiale in discarica. Infine lo stesso Dirigente regionale ha sottolineato che l’avvio di questi primi lavori potrebbe costituire una fase propedeutica per l’avvio graduale di un intervento che interessi l’intero fiume Mazaro fino ai due ponti.

Appurato pertanto il tipo di intervento, i tempi, i costi e le modalità attraverso il quale saranno effettuati questi primi due interventi di pulizia del porto canale, ovviamente ci poniamo un interrogativo: “perché l’intervento, seppur un primo stralcio, non è stato avviato in questi ultimi anni ed invece soltanto adesso? Cioè durante l’Amministrazione Cristaldi? Forse la Città ha pagato le continue frizioni, soprattutto di carattere politico, fra l’ex primo cittadino mazarese e i due governatori della Regione, Rosario Crocetta e Nello Musumeci, che si sono succeduti in questi ultimi sette anni? Adesso sembra invece trovata finalmente la sinergia fra l’attuale Amministrazione mazarese targata Salvatore Quinci e l’entourage del presidente Musumeci, una sinergia che potrebbe probabilmente portare anche ad un avvicinamento politico fra le due parti con l’ingresso in Giunta di qualche esponente cittadino vicino allo stesso Musumeci? Vedremo… Ad ogni modo attendiamo che i lavori relativi alla pulizia del porto canale, tanto attesi dalla cittadinanza, possano finalmente partire dopo le tantissime promesse “bipartisan” di questi ultimi ma “lunghissimi” anni.

Francesco Mezzapelle

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