​Corruzione elettorale: perché è stato rinviato a giudizio Stefano Pellegrino?

Sacchetti della spesa in cambio di voti, la pesante accusa per il deputato regionale

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
29 Aprile 2021 10:39
​Corruzione elettorale: perché è stato rinviato a giudizio Stefano Pellegrino?

L’amara vicenda nella quale è coinvolto il deputato all’ARS Stefano Pellegrino, avvocato marsalese, eletto con 7760 voti alle scorse elezioni regionali in quota Forza Italia, ha inizio nel febbraio 2019. Il deputato, con l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali dell’ARS, due anni fa, ricevette un’informazione di garanzia  nell’ambito dell’indagine “Mafia Bet” coordinata dalla DDA di Palermo.

L’inchiesta dei carabinieri di Trapani, portò in quell’epoca, al fermo di tre imprenditori di Campobello di Mazara, accusati, fra le altre cose, di aver finanziato la famiglia del latitante castelvetranese Matteo Messina Denaro, considerato il capo della cosca mafiosa di Trapani. I tre arrestati furono Salvatore “Mario” Giorgi, 61 anni, il nipote Calogero “John” Luppino, 39 anni e Francesco Catalanotto, 47 anni, gestore di un centro scommesse a Campobello.

I tre erano accusati di accusati di associazione mafiosa, estorsione e corruzione elettorale. Secondo gli investigatori, i 3 imprenditori si sarebbero prodigati di raccogliere voti per l’allora candidato Stefano Pellegrino promettendo agli elettori, sacchetti della spesa appunto. Secondo l’accusa, Giorgi e Luppino, obbedirono agli ordini inviati dal carcere dal boss detenuto Franco Luppino.

All’avvocato marsalese però, non venne contestata l’aggravante mafiosa. Ieri, però, è stata resa nota la decisione del Giudice di Udienza Preliminare (gup) che ha rinviato a giudizio l’onorevole forzista. Amare le parole dello stesso pellegrino che con un post su FB ha commentato la decisione del gup e il conseguente processo in tribunale che ne scaturirà:

"I due elettori, che secondo l’accusa mi avrebbero votato per aver ricevuto da me generi alimentari, peraltro in epoca successiva alla mia elezione, sono stati già assolti dal Tribunale di Marsala perché il fatto non sussiste. La logica e la coerenza, che debbono informare e sostenere ogni comportamento umano, e quindi anche le decisioni giudiziarie, autorizzavano ad attendermi ragionevolmente un provvedimento di archiviazione. Così non è stato.

Sono, comunque, assolutamente sereno sull’esito del processo e su una sentenza che provi la mia assoluta estraneità ai fatti, confortato, nonostante la spiacevole vicenda, dal costante affetto e dalla reiterata e confermata stima di chi conosce me e la mia storia professionale, politica e familiare.

Ricordiamo che, nel Febbraio del 2019, dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia, l'on. Pellegrino si autosospese dalla Commissione Antimafia di cui faceva parte.

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