DAD, da didattica sconosciuta a metodo di insegnamento fondamentale

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
06 Marzo 2021 09:03
DAD, da didattica sconosciuta a metodo di insegnamento fondamentale

Fino all'anno scorso andare comunemente a scuola e incontrare i propri compagni o professori sarebbe stato ritenuto normale se non fosse avvenuta qualcosa che avrebbe modificato anche questo stile di vita per molti giovani: la pandemia. Tutti gli insegnanti e studenti si sono dovuti adattare ad un nuovo tipo di insegnamento, non più in presenza e nemmeno avendo un rapporto diretto con le altre persone con le quali si parla. Da quel momento in poi si incominciò a parlare della cosiddetta didattica a distanza, detta anche comunemente DAD, una forma di didattica, poco conosciuta fino a quel momento, che avviene senza la presenza degli insegnanti e degli studenti in aula, con l'utilizzo di strumenti online e piattaforme digitali che divenne obbligatoria con il DPCM del 11 marzo 2020 e successivi emanati dall'allora Governo Conte.

Fortunatamente qualcuno fu più lungimirante e imparò o insegnò ad usare questo tipo di didattica ben prima delle restrizioni, perché si era capito che la situazione era molto grave ma poi, quando ci fu il lockdown nazionale, si scoprì che poche persone sapevano utilizzare le varie piattaforme digitali, avviare le videolezioni, inoltrare i file e condividere lo schermo per presentare i Power point. Con il passare dei giorni e delle settimane la DAD è poi diventata qualcosa di normale come, appunto, andare a scuola.

All'inizio furono molte le polemiche su questo metodo di insegnamento, una di queste fu quella che non tutti possedevano computer, tablet e connessioni internet, ben presto questo problema fu risolto dando dispositivi elettronici in comodato d'uso gratuito e connessioni senza il consumo di giga alle famiglie in difficoltà economiche e che segnalavano problemi di connessione ad internet dal proprio domicilio. Negli ultimi giorni parla di nuove chiusure scolastiche a seguito dell'aumento dei casi e a causa delle varianti come nel Nord Italia e in Campania, segno che la didattica distanza continua ad essere una valida alleata in questo periodo di pandemia.

Simone Crapanzano

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