Un delegazione della Uil Fp Polizia penitenziaria tornerà a visitare la casa circondariale di Trapani, lunedì prossimo (9 novembre), per accertare e fotografare le condizioni strutturali e di sicurezza della struttura, soprattutto nel reparto Mediterraneo, dopo la rivolta dei detenuti della scorsa settimana.
Un primo reportage con quaranta fotografie era stato realizzato dallo stesso sindacato lo scorso luglio, ed era stato consegnato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a Palermo.
Adesso, i sindacalisti della categoria mirano anche più in alto: la nuova relazione e foto allegate saranno trasmesse al Ministero della Giustizia, al capo Dap, al procuratore della Repubblica di Trapani, ai magistrati di sorveglianza e al provveditore regionale.
“La visita della UIL FP Polizia Penitenziaria di lunedì 9 novembre, alle 9.30 al carcere Pietro Cerulli di Trapani – dichiara Gioacchino Veneziano dell'Esecutivo nazionale del sindacato di categoria – unitamente ai delegati Andrea Roccia, Dario Duran ed Enrico Reale, sarà propedeutica per dimostrare ancora una volta la necessità di ristrutturare in toto il reparto Mediterraneo, trasmettendo relazione e foto al Ministro Nordio, al sottosegretario Balboni, al Capo Dap De Michele, al Procuratore Paci, ai Magistrati di Sorveglianza, e al Provveditore regionale
Veneziano”. “Paleseremo per l'ennesima volta, – continua – il quadro completo di come il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a lavorare nel padiglione Mediterraneo, sia in termini di salubrità igiene, ma pure la decadente condizione strutturale, già però ampiamente segnalata ai vertici del Dap e del Ministero, oggi peggiorate per effetto della pesante rivolta del 30 ottobre scorso, sollecitando anche il ripristino del reparto isolamento”.
“Indirizzeremo anche la nostra azione sul fronte dell'organico di Polizia Penitenziaria,– conclude Gioacchino Veneziano – considerato che il DAP insiste e persiste a fotografare una realtà numerica non reale, infatti 23 unità risultano nella dotazione del Pietro Cerulli ma di fatto lavorano in servizi di scorta ad autorità, ed al nucleo investigativo, per cui oggi divisi nelle 24 ore operano a contatto con i quasi 600 detenuti (di cui 70 alta sicurezza) mediamente 75 Poliziotti Penitenziari, che eroicamente garantiscono ordine sicurezza disciplina e trattamento”.