​Arrestato finanziere a Catania per concussione e favori a commercianti

Ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai colleghi dell’indagato coordinati dalla Procura

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
12 Giugno 2026 18:57
​Arrestato finanziere a Catania per concussione e favori a commercianti

Un appartenente al Comando provinciale della Guardia di finanza di Catania, è stato arrestato dai suoi stessi colleghi, nell'ambito di una complessa e articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, per le ipotesi di reato di concussione, corruzione e induzione a dare e promettere utilità commessi da pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione.

L’arresto è stato eseguito, in flagranza di reato, per “induzione indebita a dare o promettere utilità”: il militare sarebbe stato bloccato mentre ritirava una trarche di quattromila euro in contanti dal titolare di un’attività commerciale di Acireale, “a fronte della prospettazione di un suo intervento per la riduzione degli importi di cartelle esattoriali gravanti sull’imprenditore”. Lo evidenziano gli investigatori spiegando che, “ferma restando la presunzione d'innocenza delle persone sottoposte a indagine, valevole ora e fino a condanna definitiva, su richiesta della Procura, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’attesto, applicando al militare la misura della custodia cautelare in carcere anche in relazione a ulteriori condotte di concussione, di “induzione indebita a dare o promettere utilità”, nonché di “accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico”, emerse nel più ampio contesto delle investigazioni svolte dalle Fiamme Gialle etnee sotto la direzione della stessa Procura.

Le indagini, attraverso attività tecniche, testimonianze e interrogatori, avrebbero “permesso di far emergere molteplici elementi indiziari in merito a diverse vicende in cui il militare, abusando della propria qualità di Pubblico Ufficiale e dei poteri connessi alla funzione, a fronte della dazione di denaro o altre utilità, avrebbe prospettato ad alcuni operatori economici di Adrano, Acireale e altri paesi pedemontani, la possibilità di evitare controlli fiscali o di eseguirli con esito regolare o ancora di intervenire per ridurre gli importi di cartelle esattoriali per debiti erariali”.

Inoltre, “le indagini avrebbero consentito di acquisire gravi indizi in ordine ad una abituale strumentalizzazione della qualità e delle funzioni da parte del Pubblico Ufficiale, il quale avrebbe ottenuto somme di denaro nonché altre utilità, tra le quali anche la liquidazione di un indennizzo (per circa seimila euro) per un presunto falso incidente stradale dallo stesso artificiosamente denunciato che avrebbe ottenuto anche imponendo ad un piccolo commerciante l'emissione di false fatturazioni”.

Le attività di indagine sono ancora in corso per l’approfondimento di numerose ulteriori vicende sottoposte al vaglio degli inquirenti, “tanto che tra le esigenze cautelari riconosciute dal Giudice per le Indagini Preliminari – come prospettato dalla Procura – vi è anche il concreto pericolo di inquinamento probatorio; nei prossimi giorni saranno escussi ulteriori soggetti la cui posizione, nel rapporto con il Pubblico Ufficiale, è da chiarire”.

“Non possiamo non evidenziare come, assai meritevolmente, la GdF abbia svolto in modo puntuale, professionale e tempestivo le indagini delegate da questo Ufficio – evidenzia il procuratore in conclusione – nel lodevole intento di fare luce con rigore all’interno del Corpo”.

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