Trapani, bambini disabili senza assistenza: un'emergenza diventata normalità

A Trapani sono cento i bambini disabili a cui manca una figura che assicuri l'assistenza igienico-sanitaria.

Maria Chiara
Maria Chiara Conticello
06 Ottobre 2021 11:02
Trapani, bambini disabili senza assistenza: un'emergenza diventata normalità

Una triste pagina della storia della città di Trapani. Viene definita così, in una lettera inviataci da Cristiano Benzi, l’ormai nota condizione che i disabili gravi trapanesi vivono quotidianamente dopo lo stop all’assistenza igienico-sanitaria presso le scuole.

Una negazione che ne causa tante altre: quella al diritto allo studio, alla socialità, alla parità e, soprattutto, alla dignità – quel diritto inviolabile, che deve essere tutelato e rispettato –.

«Se oggi ci vogliamo definire un paese civile – continua lo sfogo di Cristiano, padre di un bambino disabile – tutto ciò non può accadere».

Un dialogo continuo tra genitori, Comune di Trapani e Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana che, però, rimanda la competenza allo Stato e alla scuola. Quella stessa scuola che non ha le risorse economiche ed umane per affrontare questa emergenza.

Un’emergenza che, purtroppo, è diventata normalità per cento bambini – a cui manca una figura che assicuri l’assistenza igienico-sanitaria – e per le loro famiglie.

«Assistenza – dichiara il mittente della lettera – che il Personale Ata, nonostante tutta la buona volontà, il più delle volte non è in grado di assicurare perché non adeguatamente formato e perché, il più delle volte, sotto dimensionato nell’organico rispetto le reali esigenze. Un bidello non diventa un assistente igienico-sanitario per nomina dirigenziale ma dopo aver sostenuto un’apposita formazione».

E questo causa indubbiamente dei gravi disagi. Perché i bambini non possono andare a scuola – a causa dell’assenza di una persona che possa cambiare il pannolino o li aiuti a mangiare –, tornano con indumenti sporchi o sono costretti ad assistere a discussioni su chi li debba pulire o accompagnare.

«Eravamo sicuri – scrive in fine Cristiano – che nulla potesse fare il Sindaco davanti ad una norma a livello regionale, ma poi scopriamo che a Marsala il comune assicura a proprie spese il servizio igienico-sanitario e che la stessa cosa avviene a Valderice, Catania e Licata, posti dove probabilmente i politici non sono così bravi come quelli di Trapani, ma sono sicuramente più umani e giusti. E ci chiediamo perché. Perché la regione non interviene? Perché il Sindaco non ritorna sui suoi passi? Perché i consiglieri e la giunta tutta non si fanno parte responsabile?».

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