La Sezione provinciale di Trapani di CIFA Italia e quella regionale dell’Unione Nazionale Professionisti Italiani (UNPI) intervengono in merito alla piena entrata in vigore, il 16 marzo scorso, del Decreto Interministeriale n. 232 pubblicato in G.U. il 16 marzo 2024, che introduce una disciplina organica in materia di coperture assicurative e gestione del rischio sanitario, in attuazione della Legge Gelli-Bianco (Legge 24/2017). Il provvedimento rappresenta un passaggio cruciale per tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, imponendo un profondo ripensamento dei modelli organizzativi e gestionali.
“Non siamo più di fronte a un sistema in cui il rischio viene semplicemente trasferito alle compagnie assicurative ma a un modello in cui le strutture devono dotarsi di un sistema interno strutturato di risk management. – afferma Francesco Cusenza, dirigente sindacale ed esperto del comparto sanità pubblica e privata – È un cambio di paradigma che richiede competenze, investimenti e una nuova cultura organizzativa”.
Il decreto introduce l’obbligo di istituire funzioni dedicate alla valutazione dei sinistri e alla gestione del rischio, con il coinvolgimento di professionalità multidisciplinari, tra cui competenze medico-legali, giuridiche e tecnico-attuariali, con l’obiettivo di prevenire il contenzioso e migliorare la qualità delle prestazioni.
Particolare rilievo assume anche il profilo contabile: le strutture che gestiscono direttamente il rischio devono costituire il fondo rischi, per i sinistri potenziali non ancora denunciati, e il fondo riserva sinistri, per quelli già denunciati ma non liquidati. Fondi che dovranno essere aggiornati e certificati da un revisore legale, introducendo nei bilanci sanitari logiche tipiche del settore assicurativo.
“Si tratta di una delle principali criticità, soprattutto per le realtà meno strutturate – prosegue Cusenza – La corretta gestione di questi fondi rappresenta non solo un obbligo tecnico, ma anche un presidio di legalità e trasparenza”.
Il decreto rafforza inoltre gli obblighi di trasparenza, imponendo la pubblicazione dei dati sui risarcimenti liquidati negli ultimi cinque anni, con effetti anche sul piano reputazionale. Concluso il periodo transitorio il 16 marzo 2026, tutte le strutture avrebbero dovuto adeguarsi. Il mancato adeguamento può incidere sull’accreditamento istituzionale fino alla revoca e configurare una grave carenza organizzativa.
“Il rischio oggi è concreto – sottolinea Francesco Cusenza – L’assenza di un sistema efficace di gestione del rischio espone anche gli amministratori a responsabilità dirette”.
Rilevante è anche l’impatto sul sistema della responsabilità amministrativa degli enti: "modelli organizzativi inadeguati possono risultare inefficaci ai sensi del D.Lgs. 231/2001, esponendo le strutture a sanzioni", precisano CIFA Trapani e UNPI Sicilia, evidenziando la necessità di un adeguamento tempestivo da parte delle strutture sanitarie".
“Non si tratta solo di rispettare un obbligo normativo – conclude Cusenza – ma di migliorare la governance sanitaria, tutelare i pazienti e garantire sostenibilità al sistema. Il tempo delle proroghe è finito: servono competenza, programmazione e responsabilità. La sezione provinciale di CIFA e UNPI Sicilia restano a disposizione per supportare strutture e operatori nei percorsi di adeguamento e nella corretta applicazione della normativa".