Qual è il modo migliore per investire 100.000 euro nel periodo post-Covid?

Dopo il 2020, anno orribile, si aprono importanti prospettive per il 2021 per gli investitori

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
15 Luglio 2021 10:25
Qual è il modo migliore per investire 100.000 euro nel periodo post-Covid?

Dopo il 2020, anno orribile, si aprono importanti prospettive per il 2021 per gli investitori. Sulla via di una nuova fase economica, sociale e finanziaria. In una fase del genere le opportunità non mancano, e vanno colte. Partendo da una cifra, come per esempio investire 100.000 euro, si aprono davanti due necessità: proteggere il proprio capitale dai rischi di mercato ma anche dalla svalutazione. Con le crisi, si sa, le opportunità non mancano. Ma per coglierlo c’è necessità di una strategia, facendosi affiancare da professionisti qualificati per il monitoraggio dei mercati. Di solito chi investe deve fare tre domande: perché investe, qual è la tolleranza al rischio, qual è l’orizzonte temporale entro cui muoversi per un rendimento all’altezza della strategia.

Non si può eliminare del tutto l’ipotesi di una diminuzione del capitale, pertanto è bene chiarire le premesse del proprio investimento. Per raggiungere l’obiettivo, spiegano gli esperti di Moneyfarm occorre porsi delle intenzioni chiare e consapevoli: cifre alte, anche di 100.000 euro, non assicurano mai una rendita nel breve periodo. I conti corrente non hanno più valore, per motivi legati all’inflazione. I conti deposito hanno invece rendimenti bassissimi, poco efficienti su rendimenti sul lungo periodo.

Soluzioni come la Gestione Patrimoniale, invece, potrebbero avere risvolti più interessanti. Da un punto di vista fiscale, da un punto di vista di compensazione di plusvalenze e minusvalenze. La cosa più importante però resta la diversificazione, come spiegato in questi giorni anche da Baldanini su ilSole24Ore, metodo idoneo per proteggere e riparare il capitale da rischi specifici.

Un must che vale tanto per capitali più contenuti quanto per capitali più onerosi. Diversificare significa selezionare prodotti con caratteristiche diverse, a tutela del capitale che non viene tutto eroso in caso di bancarotta. Sconsigliato, invece, investire in una unica soluzione un intero patrimonio. Detto ciò, qual è il livello di diversificazione considerabile sufficiente? Formule magiche non esistono, perché la distribuzione dell’investimento tra vari asset dipende dal livello di rischio che l’investitore intende assumersi.

Chi accetta il rischio accetta anche di inserire titoli rischiosi in portafoglio. Investire 100.000 euro in azioni o in obbligazioni è sconsigliabile: la sorte dell’investimento risulterebbe così troppo legata all’andamento del singolo asset. Un portafoglio ideale deve coprire almeno più di due asset class e includere prodotti di diverse aree geografiche. Consigliabile più di tutto è l’affiancamento di un consulente finanziario, un esperto che possa analizzare i mercati, operando nella giusta direzione e sapendo cogliere le variazioni di mercato per mantenere costante anche il livello di rischio.

Se ci si rivolge per esempio un consulente finanziario è opportuno capire la struttura con cui viene remunerato, per evitare brutte sorprese e conflitti di interesse a vari livelli. Il consulente guadagna sui prodotti che suggerisce, per cui potrebbe nascere un conflitto per via delle commissioni, più che per l’interesse del cliente. Un modo per tutelarsi è quello di affidarsi ad una consulenza finanziaria indipendente, categoria tutelata da legge che guadagna quote fisse solo sui consigli offerti.

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