Pall. Trapani: I “numeri” di Casale

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
29 Gennaio 2019 12:13
Pall. Trapani: I “numeri” di Casale

Coach Mattia Ferrari ha costruito un sistema di gioco più veloce ed offensivo rispetto al recente passato di Casale, punteggi quindi più alti, rotazioni a dieci ed, al contempo, meticolosa applicazione difensiva. I dividendi sono più che buoni, e soprattutto l’obiettivo dei play-off ad Ovest pare assolutamente alla portata, magari partendo da posizioni privilegiate. Detto dell’organizzazione tattica perfetta, non ci resta che presentare il roster della Novipiù. Il miglior marcatore, al momento, è il centro titolare, lo statunitense Kruize Pinkins (1993), lo scorso anno in Bundesliga, che è un lungo con non tanti centimetri ma atletismo e versatilità da vendere.

Viaggia alla grande con 18.7 p.ti (54% da due), 4.2 falli subiti, ben 10.5 rimbalzi e 1.7 assist di media. Non solo balzi nel pitturato quindi, ma visione di gioco e mani educate, come dimostra anche il 39% da tre. Capacità quindi di attaccare i più lenti pariruolo avversari fronte a canestro, aprendosi oltre l’arco. Doppia doppia di media! In cabina di regia c’è l’altro U.S.A. Bradley Glen Tinsley (1989), play-guardia che, terminato il college, ha maturato parecchia esperienza nel vecchio continente, in Belgio, ProB Francese, Germania, Portogallo, Lituania, disputando anche le Coppe Europee.

Giocatore d’ordine con buona visione di gioco che traduce alla perfezione il credo cestistico professato dal proprio coach. Può mettersi anche in proprio. Finora 12.1 p.ti, 2.7 falli subiti, 3.9 rimbalzi e ben 4.2 assist a match. Le percentuali al momento sono un po’ altalenanti, sia da tre (30%) sia dalla lunetta (68%). La guardia è l’italo argentino Bernardo Musso (1986), ex Treviso e diverse esperienze italiane alle spalle. È un giocatore di sistema che, oltre ad avere punti nelle mani, riesce a mettere in ritmo il talento dei compagni di squadra.

Il tiro è la specialità della casa ma è un esterno completo, che assicura anche difesa, energia ed una buona mano alla voce rimbalzi. Le sue cifre: 12.1 p.ti, 3.8 rimbalzi, 2.9 assist ed un insolito (per lui!) 33% da tre (su quasi sette tentativi a match). Di contro, poca pericolosità in uno contro uno. Sul perimetro c’è anche la guardia del 1998 Davide Denegri che, negli anni, è cresciuto molto ed è stato meritatamente promosso titolare. 26’ per gara, in cui assicura un apporto a tutto tondo, sia nella metà campo offensiva che pressando il portatore di palla avversario.

Per lui 9.4 p.ti, 2.5 falli subiti, 2.4 rimbalzi e ben 3.7 assist a partita che la dicono lunga sulla sua visione di gioco. Basse al momento le percentuali dai 6.75, con il 24% da tre. L’ala pivot è Niccolò Martinoni (1989), “quattro” atipico che si affida alle mani da esterno puro ma che non è certo il classico intimidatore d’area. Le sue attuali cifre stagionali recitano 13.4 p.ti e 6.9 rimbalzi ad incontro. Buono inoltre il 52% da due mentre sta, al momento, faticando da tre (32%), arma che, non di rado, usa per “aprire” il campo e colpire i più lenti lunghi avversari.

Va più spesso del passato in lunetta (80%), poiché gioca un po’ di più uno contro uno (quasi 3 falli subiti ad uscita). Più “cattivo” quest’anno, con 1.2 stoppate di media! Nel pitturato garantisce una mano anche Riccardo Cattapan, pivot del 1997 (ex Moncalieri in serie B, con cui ha pure vinto lo scudetto U20) che è uno dei lunghi più fisici ed interessanti nel panorama nazionale. Finora ha contribuito alla causa con 10’ di campo, 1.6 p.ti (54% da due), 3.4 rimbalzi e quasi una stoppata per partita.

Intimidazione e presenza in area colorata il suo biglietto da visita anche se il minutaggio è in calo. Grande impatto anche per il play-guardia del 1999 Fabio Valentini (7.4 p.ti, 50% da due, 2.6 assist in quasi 20’ di parquet) che, in stagione, ha scalato le gerarchie e guadagnato posizioni importanti. Sta crescendo da fuori (ottimo il 37% da tre, su oltre 4 conclusioni ad allacciata di scarpe) mentre è da rivedere il 69% dalla linea della carità. Sul perimetro una grossa mano, e minuti importanti (15.8’), arrivano anche dal play-guardia, scuola Cantù, Luca Cesana (1997) che la passata stagione si è diviso, sempre con un ruolo di primo piano, tra Treviglio ed Eurobasket Roma (dove ha chiuso con il 44% da tre).

Scrive a referto 6.3 p.ti e 3 rimbalzi per partita. Dal campo conclude con il 48% da due ed un confortante 36% da tre, la specialità della casa. In lunetta va a fasi alterne (72% ai liberi). “In corsa” c’è stato l’arrivo da Scafati dell’ex Fortitudo Bologna Nazzareno Italiano (1991) che nelle gare disputate fin qui ha fornito un contributo al di sotto delle aspettative (5.4 p.ti, 2.6 rimbalzi, il 32% da tre ed un rivedibile 25% da due, arma che comunque usa meno del tiro dalla distanza).

Troviamo poi il 1995 Leonardo Battistini che è un “tre” che può giocare “quattro” per via di una versatilità ed atletismo notevoli. A Matera (in B) ha fatto grandi cose, mentre nella stagione in corso va a referto con 2.3 p.ti (quasi 6’ di utilizzo medio), 2.1 rimbalzi e percentuali in caduta libera (32% da due, 20% da tre).

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