Omofobia, una battaglia da vincere

Interessante spunto di riflessione ad opera di una studentessa del "Rosina Salvo"

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
12 Giugno 2021 17:53
Omofobia, una battaglia da vincere

Per secoli, le persone omosessuali hanno subito una serie di discriminazioni e, a causadell'indifferenza, ancora oggi non siamo riusciti a evolvere il nostro pensiero. Col termineomosessuale s'intende una persona attratta da persone del suo stesso sesso; quando parliamodell'omosessualità, spesso la prima cosa cui si fa riferimento è l'acronimo LGBT+: L sta perlesbica; G sta per gay; B sta per bisessuale; T per trans (gender o sexsual) ; mentre il + èl'insieme di tutti gli altri termini che fanno parte di questa comunità.

La marcia per ottenere idiritti omosessuali è iniziata il ventotto giugno del 1969, con i moti di Stonewall; ancora oggi, nelmese di giugno, si organizzano delle parate dette "Gay Pride", tuttavia, nonostante lo scopopacifico che le caratterizza, c'è ancora chi non accetta questo tipo d'amore, motivo per cuianche queste manifestazioni sono teatri di violenza e discriminazioni che oggi continuano adesistere. Al di là della violenza fisica, c’è quella psicologica che subiscono milioni di personeomosessuali ogni giorno, violenze che non possono essere nemmeno messe sullo stesso pianofra di loro, a causa dell'enorme abisso che le separa; molti sono vittime di queste discriminazionie alle volte i primi a provare odio verso le persone omosessuali sono gli stessi genitori, coloroche dovrebbero sostenere di più, di cui cito qualche esempio: Malika, la ragazza 22enne, che èstata cacciata da casa perché il suo amore era rivolto verso le ragazze, piuttosto che verso iragazzi; l'aggressione omofoba, avvenuta nella stazione metropolitana di Villa Aurelia, dove unacoppia di ragazzi omosessuali è stata aggredita da un giovane uomo perché si stavanobaciando; la morte di Maria Paola Gaglione, uccisa dal fratello perché innamorata di un ragazzotrans; la reazione omofoba di un padre, arrivato ad ingaggiare qualcuno per rompere le mani alproprio figlio rovinandogli una carriera da chirurgo per cui si era preparato da una vita, soloperché voleva andare a convivere col fidanzato; e infine, come dimenticare la tragedia di LeehalAlcron, un ragazzo trans che, dopo essere stato privato della libertà e da qualsiasi contatto conl'esterno, ha deciso di togliersi la vita, a soli diciassette anni.

Nonostante siano passati migliaiadi anni, ancora esiste la figura dell'omofobo, ovvero, colui che non guarda l'amore, ma siconcentra solo sul genere e sul sesso, qualcuno che è pronto a riversare odio su gli altri, unapersona pronta a discriminare, quando ne ha la possibilità; e ancora, in Italia, il Governo non siè deciso ad aderire alla legge del DDL ZAN, che tutela i diritti delle persone omosessuali.Lottiamo, anche se la questione non ci riguarda in prima persona , dobbiamo fare tutto ciò che èin nostro potere per abbassare l'odio, perché nel momento in cui prende il sopravvento,potrebbe non svanire più; rispettiamo i” pronomi”, il genere, il sesso e l'amore, per una nuovasocietà che metta al primo posto il benessere di tutti; non voltate le spalle a questa situazione e non aspettate che siano gli altri a risolvere i problemi, perché se ci diamo tutti una mano, forseraggiungeremo finalmente una vetta che prima pensavano impossibile da raggiungere.

Vanessa Bevilacqua 2^ I

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