Olocausto e aborto, il paragone di padre Bruno de Cristofaro divide l’opinione pubblica

Redazione Prima Pagina Trapani
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01 Febbraio 2021 01:59
Olocausto e aborto, il paragone di padre Bruno de Cristofaro divide l’opinione pubblica

A distanza di quasi una settimana dalla Giornata della Memoria, tengono ancora banco le dichiarazioni di padre Bruno De Cristofaro. Il sacerdote del Santuario "Nostra Signora di Fatima" di Birgi, in un video, ha raccontato un episodio accaduto ad Auschwitz riconducibile al dottor Mengele. Un giorno, l’ "angelo della morte” tracciò una linea su un muro alta circa un metro e mezzo; chi la superava in altezza viveva, gli altri dovevano andare nelle camere a gas. «Il delirio furioso con il quale un uomo poneva un criterio arbitrario per definire chi dovesse vivere e chi no - ha aggiunto padre Bruno nel video - è lo stesso di una legge che applica una linea del tutto arbitraria all’età gestazionale di tre mesi.

La stessa arbitrarietà con la quale tanti giustificano l’aborto ponendo la stessa linea dove gli pare a seconda del momento: a volte all’annidamento nell’utero, altre volte al 14° giorno, altre alla nascita, altre al primo respiro, etc. L’evidenza scientifica inoppugnabile dice che l’essere umano è tale dal concepimento; eppure- ha concluso il sacerdote- se solo nel 2020 ci sono stati 42 milioni di aborti in tutto il mondo val la pena chiedersi cosa abbiam capito dalla Giornata della Memoria».

Ebbene, dopo questo video, sui social e non solo, sono arrivate le prese di posizione, durissime, soprattutto da parte dei sostenitori della Legge 194/78, che descrive con chiarezza le procedure da seguire in caso di richiesta di interruzione volontaria della gravidanza. Tra queste quella delle Democratiche della provincia di Trapani, dell'Anpi e dell'Udi sez. di Trapani. Tutte posizioni che condannano fortemente le parole del sacerdote sottolineando come l'aborto è una legge dello Stato e come tale va rispettata così come lo deve essere la libertà di scelta delle donne.

"Appare doveroso da parte nostra - hanno scritto le Democratiche della provincia di Trapani- ricordare che la legge 194/78 è stata una grandissima conquista, non solo per l’autodeterminazione delle donne, ma soprattutto perché ha impedito la morte di tantissime altre donne. Infatti, l’aborto clandestino, non quello legale, è stato causa di numerosissime vittime. Tante vite di donne, che lasciate sole, sono finite nelle mani di criminali mammane o di sanitari senza scrupoli. Ed il paragone non offende soltanto le donne e le conquiste civili per l’emancipazione femminile, ma offende soprattutto le vittime dello sterminio più indicibile della storia umana, perpetrato da regimi nazifascisti, piegando alla sua narrazione la delicatezza e la dignità della memoria della Shoah".

Ma padre Bruno non è il solo a pensarla così. Se, infatti da un lato è stato attaccato duramente fino a chiederne l’intervento del Vescovo della Diocesi di Mazara, dall’altro ha ricevuto la solidarietà di tanti e, come sottolineato da padre Enzo Vitale, religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, il suo pensiero non si allontana affatto da quanto affermato già da San Giovanni Paolo II che (nel libro Memoria e identità) paragonava l’ideologia dell’aborto ai totalitarismi di stampo nazista e comunista.

Anche Papa Francesco, proprio in un’intervista di qualche giorno fa, parlando dell’aborto, non ha usato mezzi termini. «È lecito affittare un sicario per risolvere un problema? A voi la risposta. Questo è il punto, ha affermato il Papa. Non andare sul religioso su una cosa che riguarda l’umano. Non è lecito mai, mai eliminare una vita umana né affittare un sicario per risolvere un problema». E ancora: «I ginecologi abortisti sono killer prezzolati». Insomma, una presa di posizione durissima quella del Santo Padre che conferma la condanna dell’aborto da parte della Chiesa Cattolica.

E a sostegno del video di condanna dell'aborto pubblicato da padre Bruno de Cristofaro arriva, tra gli altri,  anche il Popolo della famiglia che attraverso un comunicato stampa esprime la propria solidarietà al sacerdote marsalese. Ogni essere umano – ha affermato Elena Di Pietra, responsabile del Popolo della Famiglia - è tale dal momento del concepimento e l’aborto non può essere considerato un diritto né una semplice scelta o un atto di libertà perché coinvolge la vita di un altro essere umano, oltretutto piccolo e indifeso». «La difesa della vita – ha poi concluso - non è una questione puramente religiosa e anche il dott.

Giorgio Pardi, che fu direttore del Dipartimento universitario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo e poi direttore all’Istituto “L. Mangiagalli”, un giorno disse: “Io sono ateo, ma per ritenere l ’aborto un omicidio non serve la fede, basta osservare. Quello è un bambino”».  

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