Intervista a Ciccio Mannella: “Grazie Trapani, gratificato da tutta la vita”

Ecco le parole del cestista

Emanuele
Emanuele Barbara
03 Maggio 2020 20:47
Intervista a Ciccio Mannella: “Grazie Trapani, gratificato da tutta la vita”

Per un amante della pallacanestro, intervistare Ciccio Mannella non può che rappresentare un'emozione straordinaria, vera, profonda. La leggenda del basket trapanese di tutti i tempi, come hanno da poco decretato i tifosi granata, è rimasta nella mente di tutti coloro i quali hanno vissuto "l'epoca d'oro" della Pallacanestro Trapani. Annate ricche di gioie, dolori, spareggi e tanta passione. Quel cuore granata che ancora oggi batte forte.

D: Il tempo passa ma dopo 30 anni sei ancora l'idolo indiscusso della pallacanestro trapanese. Che emozione provi?

R: "È una grande soddisfazione. Penso che sia un premio all'impegno ed alla tenacia. La mia è stata una scelta di vita: nasco in Toscana e vengo al sud. Rispetto a quello che fanno gli altri, io ho fatto l'esatto contrario. Nella mia vita sono stato anche contraddittorio con me stesso. Dopo tanti anni, posso dire però che la scelta è stata positiva e mi gratifica da tutta la vita. Ho cercato di dare sempre il massimo e non mi sono mai risparmiato. Penso che i tifosi abbiano apprezzato questo".

D: Ti aspettavi di vincere questa particolare competizione?

R: "Non saprei, sicuramente sono stato premiato per la costanza. Non ero certamente un giocatore scarso però vincere in finale contro un mostro sacro è stato eccezionale".

D: C'è qualcosa di cui ti rammarichi? Qualcosa che non ti spieghi?

R: "Mi dispiace essere un pò fuori dal circuito. Non me lo spiego, anche perché inizialmente da parte dell'attuale società c'era stata una grande apertura. Aspetto da 10 anni. Certamente, loro sono liberi di scegliere come vogliono, forse non ho ispirato fiducia. Non so spiegarmelo, ho una grande esperienza di basket, ho vinto tantissimo sia a livello giovanile che di prima squadra. Ho vissuto male questa situazione, mi sento messo all'angolo ma la mia non è una polemica".

D: Ci racconti un momento felice di quegli anni che ti è rimasto particolarmente impresso nella mente? R: "Oltre alle promozioni, ricordo lo spareggio salvezza contro Cagliari per non retrocedere in Serie C disputato sul campo neutro di Caserta. Arrivarono 7/8 bus pieni di tifosi trapanesi insieme a tante macchine. Vincemmo e rimanemmo in serie B. Poi arrivò Cacco Benvenuti e cominciammo la scalata. Quella partita fu fondamentale, se avessimo perso chissà come sarebbe andata la storia".

D: A chi dedichi questa vittoria?

R: "La dedico a tutto il mio percorso di vita, a tutti gli allenatori che ho avuto ad alto livello ed a tutti i giocatori che ho incontrato. In particolar modo, vorrei ricordare Fulvio Romei e Luigi Ranieri che ci hanno lasciati. La dedico anche a chi mi ha fatto soffrire in panchina, perché anche chi ti dice no ti fa crescere. Infine, ringrazio anche la mia famiglia senza la quale non avrei raccolto tutto questo. Mia moglie, i miei figli e nipoti che sono sempre al mio fianco".

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Emanuele Barbara

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