“Detti e stradetti”, modi di dire trapanesi: «Cchiù scuru di mezzanotti un po’ fari»

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
28 Febbraio 2021 01:21
“Detti e stradetti”, modi di dire trapanesi: «Cchiù scuru di mezzanotti un po’ fari»

«Qualunque cosa possa accadere ai Siciliani, essi lo commenteranno con una battuta di spirito» è una citazione di Marco Tullio Cicerone presente in De praetura siciliensi, la seconda delle orazioni dell’Actio secundae che fa parte del corpus di orazioni chiamate Verrine. Da questa citazione sono passati parecchi secoli – le orazioni, infatti, risalgono al 70 a.C. – ma è curioso scoprire che i siciliani non sono cambiati. In qualsiasi momento, infatti, i siciliani – e quindi anche i trapanesi – cercano di non perdere la speranza.

E lo si fa grazie soprattutto ai modi di dire e ai proverbi che, a volte, risultano simpatici ma, quasi sempre, nascondono anche dei concetti semplici, capaci di raggiungere tutti. E se spesso i detti vengono utilizzati per non risultare volgari – Va Sucati un pruno o Va caca a marina ne sono un esempio –, altre volte hanno un significato chiaro, senza doppi sensi. Uno di questi è, senza dubbio, il modo di dire «Cchiù scuru di mezzanotti un po’ fari», utilizzato soprattutto nei momenti più brutti della vita.

Letteralmente significa «Più buio di mezzanotte non può fare» e può essere definito un detto antipanico perché induce alla speranza che le cose, anche quando si pensa che possano soltanto peggiorare, avranno un risvolto positivo. Un modo di dire che tende a ricordare che il peggio, ad un certo punto, ha una fine e che, nel momento più inaspettato, arriverà un momento della risalita. «Cchiù scuru di mezzanotti un po’ fari» è una delle frasi più usate dai trapanesi e dai siciliani in generale, perché utilizzata in qualsiasi ambito.

Può descrivere, infatti, un particolare momento della propria vita lavorativa, familiare o della vita comunitaria e politica della città. «Cchiù scuru di mezzanotti un po’ fari» si utilizza perché noi siciliani, e noi trapanesi, siamo abituati a vivere con la speranza. Quella speranza che un giorno tutto possa migliorare. E, aspettando quel giorno, possiamo soltanto commentare qualsiasi momento, come diceva Cicerone, con una battuta di spirito. E, altre volte, lo facciamo con i detti che riescono a raggiungere tutti e ricordare che, anche dopo una lunga e buia nottata, arriva sempre il giorno.

Chiara Conticello Foto dal web

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