Il Coni dice no: respinto il ricorso del Trapani Calcio
Non arriva il verdetto sperato per il Trapani Calcio. Il Collegio di Garanzia del CONI ha respinto il ricorso presentato dal club granata, guidato da Valerio Antonini, che puntava a riottenere tre punti di penalizzazione e a riaprire la corsa salvezza. La decisione, giunta questa mattina dopo l’udienza discussa ieri, lascia invece immutata la classifica: Trapani ultimo e già condannato alla retrocessione in Serie D.
La società aveva riposto grande fiducia nell’esito del procedimento, consapevole che quei punti avrebbero potuto cambiare il destino della stagione. Ma il pronunciamento ha confermato integralmente la sanzione, legata alla prima penalizzazione inflitta nel corso dell’anno sportivo.
Si tratta di un totale di sette punti, scaturiti da una serie di irregolarità nei versamenti fiscali e contributivi. Nel dettaglio, il club non ha rispettato le scadenze federali di ottobre, omettendo il pagamento dei contributi INPS relativi ad agosto 2025 e versando solo parzialmente IRPEF e INPS per i mesi compresi tra novembre 2024 e febbraio 2025. A ciò si aggiunge il mancato versamento al Fondo di fine carriera per le mensilità di luglio e agosto 2025.
Per queste violazioni erano stati inizialmente assegnati sei punti di penalizzazione - due per ciascun capo d’imputazione - a cui si è sommato un ulteriore punto per recidiva. Una stangata che aveva già inciso pesantemente sulla classifica a gennaio, quando il Trapani era scivolato da -8 a -15, e che era stata poi confermata anche in appello nel mese successivo.
Nonostante il colpo durissimo, la società non intende arrendersi. Restano infatti ancora aperti altri fronti giudiziari: già domani è in programma l’udienza davanti alla Corte Federale d’Appello per discutere l’ulteriore penalizzazione di cinque punti. Un passaggio decisivo: in caso di esito negativo, la retrocessione diventerebbe definitiva senza più margini di manovra.
Parallelamente, il Trapani continua a giocare la propria partita anche sul piano tributario. L’8 maggio è infatti attesa l’udienza davanti alla Commissione Tributaria Provinciale, chiamata a esprimersi sulle cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia delle Entrate in merito ai crediti d’imposta.