​Acqua inquinata a Trapani, previsto sit-in dei cittadini esclusi dalla rete idrica da 3 mesi

“Manifestazione pacifica ma rumorosa” per denunciare i disagi che si protraggono dallo scorso luglio

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
06 Ottobre 2026 12:59
​Acqua inquinata a Trapani, previsto sit-in dei cittadini esclusi dalla rete idrica da 3 mesi

È stato organizzato per domenica 11 ottobre, davanti a Palazzo Cavarretta, nel centro storico di Trapani, un sit-in di protesta dei cittadini che, dallo scorso luglio, sono esclusi dalla rete idrica a causa di un inquinamento dell’acqua che ha coinvolto 154 utenze in una ventina di strade, nella zona compresa tra via Orlandini e via dei Mille.

La manifestazione, prevista a partire dalle 17.30, è promossa dal Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti” che riunisce alcune centinaia di trapanesi.

“Da mesi una parte della cittadinanza vive una situazione che non può più essere considerata un semplice disservizio: rubinetti a secco, utenze escluse dalla rete, autobotti, spese sostenute direttamente dalle famiglie, e soprattutto l'incertezza legata alla qualità dell'acqua. – evidenziano i promotori dell’iniziativa di protesta – Le istituzioni si sono riunite, sono stati annunciati interventi e sono state attivate forme di assistenza, ma per chi ogni giorno deve riempire taniche, aspettare un’autobotte o vivere con il timore di non poter utilizzare l’acqua, l'emergenza non è una riunione né un comunicato, è la vita quotidiana. Chiediamo alle istituzioni: qual è lo stato degli interventi? quando potranno tornare alla normalità tutte le famiglie coinvolte? quali soluzioni definitive sono previste per evitare che il problema si ripeta?”.

La protesta per i disagi patiti, domenica prossima, sarà amplificata con l’ausilio di fischietti, bidoni e altri oggetti rumorosi. “Non cerchiamo polemiche – precisa il Comitato spontaneo – cerchiamo risposte, e saremo i primi a esserne felici se nei prossimi giorni tutte le utenze torneranno regolarmente servite, ma fino ad allora non possiamo smettere di parlarne. Facciamo sentire la nostra voce pacificamente, insieme, perché l’acqua è un diritto”.

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