Pallacanestro Trapani, è tempo di derby. Arriva l'Orlandina

Domani alle 18.00 al PalaConad

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
15 Gennaio 2022 11:21
Pallacanestro Trapani, è tempo di derby. Arriva l'Orlandina

Rifinitura questa mattina per la 2B Control Trapani in vista della partita di domani contro l’Orlandina Basket (PalaConad, ore 18.00), gara valida per la 13ª giornata del girone di andata del campionato di Serie A2 Old Wild West - girone verde.

Questo il commento di Ygor Biordi in vista del match di domenica: “Io ed i miei compagni non vedevamo l’ora di ricominciare, stare a casa per una settimana, in isolamento e senza poter uscire è stato terribile, soprattutto a capodanno. Il campo ci è mancato molto e siamo stati troppi giorni fermi ma, nonostante la forma fisica sia ben lontana dal 100%, daremo il massimo per provare a conquistare questo derby. Una vittoria sarebbe importantissima per la nostra classifica”.

Di seguito la lista dei giocatori a disposizione di coach Daniele Parente: Ygor Biordi, Sekou Wiggs, Salvatore Basciano, Simone Tomasini, Elijah Childs, Vincenzo Guaiana, Federico Massone, Celis Taflaj, Giovanni Minore, Valerio Longo, Veljko Dancetovic, Martin Kovachev.

Arbitri: CAPPELLO CALOGERO di PORTO EMPEDOCLE (AG); TARASCIO SEBASTIANO di PRIOLO GARGALLO (SR); ATTARD LUCA di PRIOLO GARGALLO (SR)

I Numeri di Orlandina:

L’Orlandina di coach Marco Cardani sta facendo crescere un gruppo di giovani giocatori i cui miglioramenti, oltre che partita dopo partita, si vedranno nel medio lungo periodo, con l’obiettivo immediato che non può che essere una tranquilla salvezza. Dopo i saluti con Flavio Gay, il roster è un po’ corto ma, di contro, stanno scalando le gerarchie under come Ellis, Bartoli e Reggiani. Come ormai da qualche anno, le chiavi dell’attacco sono nelle mani dei due americani di gran talento che, di fatto, gestiscono gran parte delle conclusioni dal campo della squadra. Le rotazioni non sono lunghissime ma il peso offensivo di Capo è più che buono, ed anche la propensione alla transizione. Il gruppo, dicevamo, mediamente è davvero giovane. Proprio a loro è affidato il compito di colpire negli spazi creati dalla coppia U.S.A.. I singoli.

Il top scorer è l’ala Nick King (1995) che ha girato le Filippine, Colombia ed Olanda, vincendo il campionato con la maglia del Leida (13.1 p.ti + 5.5 rimbalzi di media). Gran realizzatore, può fare più ruoli, creare dal palleggio, portare in post basso avversari più piccoli, aprirsi contro lunghi meno dinamici, soprattutto col suo eccellente tiro dalla distanza. Notevole struttura fisica, che lo porta a primeggiare a rimbalzo e prendersi diversi falli. Numeri da MVP finora: 19.1 p.ti, 6.2 falli subiti, 6.5 rimbalzi, 1.7 recuperi e 2.7 assist a match, segno che vede anche i compagni.

Bene dal campo, sia da due (50%), sia dai 6.75 (39% in stagione). Unici nei, un orribile 39% dalla lunetta e le 3.2 perse per gara, ma si prende tante responsabilità (17 tentativi dal campo di media) e crea altrettanto, quindi è fisiologico. Sul perimetro la guardia, ex Bergamo, del 1999 Simone Vecerina, esploso la passata stagione. Atletico ed intraprendente in uno contro uno, mentre sono migliorabili le sue qualità balistiche, soprattutto da tre (11% in stagione, pur su pochi tentativi). Per lui quasi 21’ di parquet, 7 p.ti per volta (49% da due), 2.9 falli subiti, quasi 2 assist a match.

Male dalla lunetta, con appena il 52%. Vola in transizione. Il 2/3 U.S.A. Tevin Mack (1997), ultimo anno NCAA a Clemson, è alla sua seconda esperienza in Europa, dopo esser stato il secondo marcatore della lega del Kosovo, nelle fila del KB Prishtina, con 24.5 p.ti di media.

Grande struttura fisica per il ruolo, può segnare in più modi, anche se predilige il tiro dalla distanza. Dalla media può far male, contro avversari più piccoli, tirando in fadeaway. Super apporto a rimbalzo. Per lui, 15.7 p.ti (52% da due), 2.2 falli subiti, 5.3 rimbalzi ad uscita. Il 26% da tre è migliorabile. Male dalla lunetta, con il 57%, dove però non va spesso poiché non ama più di tanto attaccare il ferro. Tanti tiri dal campo anche per lui, più di 15 a match. In quintetto anche il playmaker del 2000 Matteo Laganà che, cresciuto tra Reggio Calabria ed il settore giovanile dell’Olimpia Milano, da anni ormai (nonostante la giovane età) ha le chiavi della squadra.

Regista d’ordine che pressa il portatore di palla avversario e gioca per i compagni, concludendo tanto da fuori, con alterne fortune (32% da tre su quasi 7 tentativi per gara). Male da due (24%). Aggiunge 8.9 p.ti, 2.5 falli subiti, 4.4 rimbalzi e 3 assist per partita. Attacca poco il ferro e, così, viaggia poco in lunetta (dove però tocca il 90%). Energia e dinamismo, ma le percentuali dal campo sono rivedibili. Minuti in crescita (oltre 20’ di parquet) per il “quattro/cinque” del 1999 Federico Poser, settore giovanile Universo Treviso e poi l’esperienza NCAA con Elon University per un triennio in Division I (4.3 p.ti + 2.3 rimbalzi).

Tanta tecnica in post basso e fronte a canestro, come testimoniano le percentuali (62% da due), e la capacità di “vedere” i compagni. I suoi numeri: 7.2 p.ti, 2.4 falli subiti, 3.5 rimbalzi (specialità che non sempre lo vede “cattivo”) ad allacciata di scarpe. Capisce il gioco ma qualche problema in lunetta (61% in stagione). Quasi 29’ di media per l’inglese del 2003, da tanti anni a Capo d’Orlando, Quinn Ellis che, fuori Flavio Gay, è letteralmente esploso, scalando ogni gerarchia.

Playmaker di talento, che imprime grande energia sul parquet e mette in ritmo i compagni (4.2 assist), rivelandosi inaspettato rimbalzista (ben 4.5 per partita) nonostante il fisico esile ed i pochi centimetri. Per il resto 6.9 p.ti e percentuali dal campo sotto la sufficienza (46% da due, 34% da tre), nonostante buone doti balistiche. Di rado si butta dentro in uno contro uno e da lì i pochi falli subiti. Il 5 del 1999 Baye Modou Diouf, senegalese di formazione tecnica italiana, è arrivato in corsa la passata stagione direttamente dalla B (dove viaggiava in quasi “doppia doppia” di media) per sostituire Fall.

Atletismo smisurato e grande intimidazione nel pitturato. Viaggia con 4.8 p.ti (eccellente il 62% da due), ben 6 rimbalzi (in meno di 20’) ed una stoppata di media (la sua capacità di salto costringe spesso gli avversari ad alzare le parabole di tiro). Tira di fatto da sotto, non avendo pericolosità “fronte”, né dalla media né dalla distanza. Solo il 37% ai liberi, pur su pochissimi viaggi. In prestito da Treviso l’ala del 2002 Vittorio Bartoli che è un profilo fisico atletico di alto livello e buone prospettive, nonostante un tiro migliorabile.

Per lui 14’ di parquet, con 3.2 p.ti (55% da due), 2.7 rimbalzi ed appena il 50% dalla lunetta. Poco pericoloso dai 6.75. Spazio nelle rotazioni anche per Francesco Reggiani (2/3 del 2002), firmato con un triennale, proveniente dal settore giovanile di Moncalieri, con una stagione di B (Alba) in doppia cifra. Buona qualità di tiro (usa in prevalenza i 6.75). Per lui quasi 10’ di campo, con 2.5 p.ti ed il 29% da tre. Perimetrale. Solo panchina infine per Ricards Klanskis (3/4 del 2003). Esordirà l’ultimo arrivato, il playmaker appena firmato Andrea Traini (1992) che di esperienza ne ha da vendere, ex di Recanati, Udine, Brescia, Montegranaro e Torino.

Perfetto per lo stile di gioco di Capo d’Orlando, poiché giocatore da campo aperto e da ritmi elevati, un po’ meno efficace invece a difesa schierata, in quanto lontano dall’identikit del regista d’ordine. Se in fiducia può accendersi anche alla voce punti, prevalentemente “spaccando” le difese in penetrazione, meno con il tiro dalla distanza. Nuovo punto di riferimento.

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