Mafia: incontro con il boss Virga, si aggrava la posizione dell’ex on. Ruggirello che parla di “imboscata a sorpresa”

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
27 Novembre 2019 07:00
Mafia: incontro con il boss Virga, si aggrava la posizione dell’ex on. Ruggirello che parla di “imboscata a sorpresa”

Non ha convinto per nulla il procuratore aggiunto Paolo Guido e i sostituti Gianluca De Leo e Claudio Camilleri, l'ex deputato Paolo Ruggirello, in carcere da marzo con l’accusa di associazione mafiosa. Ruggirello, fondatore di Articolo 4 passato al Pd nella corrente renziana dopo una militanza nel movimento per le autonomie e nel centrodestra, ha parlato del suo incontro "a sorpresa" con il boss trapanese Pietro Virga e l'esponente del clan Pietro Cusenza, prima delle Regionali del 2017, nel corso del colloquio, richiesto dallo stesso Ruggirello, con i pm di Palermo.

“Effettivamente ho incontrato Cusenza e Virga – ha detto Ruggirello – a casa di Carmelo Salerno. Nel tragitto, Salerno mi ha detto che mi doveva fare conoscere una persona che poteva aiutarmi per la campagna elettorale per le regionali. Mi parlò di Cusenza, che avevo già incontrato ad aprile-maggio preso il distributore Ip di Paceco. A casa di Salerno vidi arrivare Cusenza con un’altra persona, che poi ho appreso essere Pietro Virga”. Un incontro a sua insaputa. “Redarguii anche Salerno – ha aggiunto Ruggirello – perché mi ero trovato in una situazione di imbarazzo, l’ho vista come una vera e propria imboscata”.

Ruggirello ha sostenuto che l'incontro a sorpresa sarebbe avvenuto a causa di un conoscente che gli aveva promesso di presentagli una persona che poteva dare una mano in campagna elettorale. “Quando capii che era Virga era troppo tardi per allontanarmi. Mi chiese 50 mila euro per affrontare la campagna elettorale, mi ricordo che promise 1000 voti dietro il pagamento di 50 mila euro. E io accettai, ma solo per potermi allontanare il più presto possibile da quel luogo”. Il racconto di Ruggirello, accusato proprio da Cusenza, non ha convinto i pm di Palermo che adesso chiederebbero il rinvio a giudizio per l’esponente politico e per altre 29 persone.

Il gip Piergiorgio Morosini ha rigettato l’istanza di Ruggirello di lasciare il carcere e andare agli arresti domiciliari, ritenendo invece le “dichiarazioni, lungi dall’attenuare il quadro cautelare a carico di Ruggirello, in carcere dallo scorso marzo, semmai per la loro inverosimiglianza lo aggravano e in ogni caso confermano i gravi elementi indiziari già esplicitati”. Uno dei protagonisti di quell’incontro ha infatti raccontato ai pm che Ruggirello avrebbe anche pagato un acconto per i voti promessi, 20 mila euro; altro che "imboscata".

  Francesco Mezzapelle

In evidenza