«Finché mi batte il cuore, finché mi reggono le gambe». La promessa di Noemi Manno, campionessa trapanese in forza alla Pink Bari

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
30 Novembre 2019 12:13
«Finché mi batte il cuore, finché mi reggono le gambe». La promessa di Noemi Manno, campionessa trapanese in forza alla Pink Bari

La storia di Noemi Manno, giovane calciatrice che vive del sogno che nutriva da bambina. Uno sguardo al presente che la vede tra le protagoniste della Pink Bari, in A femminile. In termini di risultati un inizio di campionato non esaltante, fino alla scorsa settimana quando la classe 1998 trapanese impone la sua classe con una splendida doppietta. 3-1 sul campo dell’Orobica Bergamo. Continua a sognare Noemi, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. «Il mio sogno più grande è realizzarmi in quello per cui ho dato la mia vita, i miei sacrifici.

È rispondere a tutti quelli che non hanno mai creduto in me, superare limiti che non avrei mai pensato di poter superare». Carattere combattivo, lottare sin da piccola quando decise che a 5 anni il calcio era la strada da percorrere, mai un passo indietro: «Ho iniziato a giocare a 5 anni alla Noir, a Trapani, fino all’età di 14 anni . Sono stati gli anni che mi hanno fatta crescere di più, ho pianto, riso con i miei compagni, che tutt’ora fanno parte della mia vita. Ho imparato a lottare duro e soprattutto a lottare senza mai arrendermi; ho imparato a voltarmi e andare per la mia strada quando qualcuno mi giudicava per essere l’unica “femmina” in squadra».

L’unica femmina, apostrofata in maniera vezzeggiativa, a considerarla come un pesce fuor d’acqua in un mondo che l’ha vista poi trionfare e vincere tra tutti i pregiudizi, anche e grazie a persone decisive nella sua crescita che la vita le ha messo accanto o che le ha fatto conoscere: «Ma non ero da sola. Con me, oltre ai miei compagni, avevo mio fratello Giuseppe, la mia guida, la mia casa quando non mi ci sentivo più. Altri due pilastri per me sono stati i miei due mister Giuseppe Gulotta e Vincenzo di Graziano, che tutt’ora mi sostengono e fanno il tifo per me: è anche grazie a loro se sono qui.

Sono anni che non dimenticherò mai». Intanto la sua carriera prende sempre più quota quando arriva al Catania. Due stagioni e altrettanti titoli di capocannoniere con una promozione dalla C alla B. Il passaggio in Sardegna al Caprera e la prima chiamata a Bari dove trascorrerà due anni da protagonista.

13 reti che valgono alle biancorosse la promozione in Serie A, dove “debutta” con 5 gol e vince lo Scudetto Primavera: «Gli anni col Bari, oltre che un’ennesima crescita calcistica, hanno rappresentato anche una crescita personale. Ho conosciuto persone che mi hanno dato tanto, persone che mi hanno aiutata quando meno riuscivo a rialzarmi da qualche delusione. Il calcio è anche questo, è gruppo, è l’aiutarsi a vicenda, è spronarsi, piangere, è vincere e perdere insieme!». Parole da leader vissuta senza fascia attaccata al braccio, da numero 10 come il suo idolo, Alessandro Del Piero.

Un 10 a tutti gli effetti, in grado di risollevare se stessa nei momenti più bui, come la stagione passata non esaltante all’Hellas: «Mi è servito anche questo, mi è servito sudare anche quando qualcuno non credeva in me, ma ho sempre creduto in me stessa, ho sempre pensato che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento, che non potranno mai farmi cadere se non lo voglio. Anche lì ho conosciuto persone che sono state al mio fianco sempre e con cui sono sono sempre in contatto». Il destino l’ha riportata a Bari dove spera di poter continuare a far bene con il culto del lavoro e dell’umiltà che l’hanno plasmata prima e crescere dopo come una dei migliori profili del calcio femminile italiano.

Intanto l’attenzione è sull’Empoli, prossima avversaria. Domani si torna a giocare in casa: «Il nostro obiettivo sicuramente è salvarci, ma so che faremo più di quanto è stato stabilito». Per un sogno «che è quello di realizzarmi in quello per cui ho dato la mia vita, i miei sacrifici. È rispondere a tutti quelli che non hanno mai creduto in me, superare limiti che non avrei mai pensato di poter superare». «Finché mi batte il cuore, finché mi reggono le gambe». E’ una promessa scritta sulla sua pelle.

foto: Nicola Panzarino  

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