Dipinto di Manuela Marascia dedicato ai pescatori liberati a Bengasi dopo 108 giorni di prigionia. L’intervista alla giovane artista mazarese

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
27 Dicembre 2020 18:32
Dipinto di Manuela Marascia dedicato ai pescatori liberati a Bengasi dopo 108 giorni di prigionia. L’intervista alla giovane artista mazarese

Rimarrà nella storia quella foto scattata il 17 dicembre da un funzionario italiano e postata su facebook dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio appena qualche minuto dopo l’annuncio della liberazione, dopo 108 giorni di prigionia, dei 18 pescatori (otto italiani, sei tunisini, due senegalesi e due indonesiani). La foto, divenuta in pochi minuti virale, ritrae i pescatori schierati nel porto di Bengasi con alle spalle  i due motopesca sequestrati lo scorso primo settembre a 35 miglia dalla costa libica.

I 18 pescatori (Pietro Marrone, Onofrio Giacalone, Ignazio Bonomo, Michele Trinca, Vito Barraco, Dino Salvo, Fabio Giacalone,Giacomo Giacalone, Mohamed Karoui, Habib  Mathlouthi, Mohamed “Franco” Ben Haddada, Farhat Jemmali, Hedi Ben Thameur, Lysse Ben Thameur,  Mohamed  Ibrahim, Daffe Bavieux, Moh Samsudin e Indra Gunawan) dopo la foto sarebbero risaliti a bordo dei pescherecci e dopo alcune ore lasciato il porto cirenaico alla volta di Mazara del Vallo dove, nella mattina del 20 dicembre, sono stati accolti con accolti con grande gioia ed emozione dai loro familiari.

Manuela Marascia, giovane artista mazarese, che ha seguito la lunga vicenda del sequestro, è stata ispirata molto da quello scatto tanto da volerne realizzare un’opera d’arte. “Abbiamo tutti atteso con ansia questo lieto fine, e dunque anch'io –ci racconta la stessa Manuela nel corso della sua opera (vedi foto copertina) - come tanti mi sento di manifestare questa gioia a mio modo, realizzando una grande tela. Nonostante i miei tanti impegni lavorativi, ho voluto iniziare con impegno  un'opera dedicata alla liberazione dei 18 pescatori mazaresi.

Questa mia opera già presente sui social sotto forma di disegno digitale dal titolo “L'alba di un nuovo giorno” sarà riportata da me su una tela di 2 metri. A opera compiuta, la tela sarà da me donata a inizio del nuovo anno al Comune di Mazara”. Manuela, perché la scelta del titolo “L’Alba di un nuovo giorno”? “Il dipinto rappresenta –ha spiegato- un omaggio ai nostri 18 pescatori di Mazara. Ben tornati a casa! Finalmente dopo 108 giorni di prigionia in Libia, i nostri amati pescatori ritornano a casa..! Così come un buon capitano non abbandona mai la nave..

Mazara non ha mai abbandonato i suoi figli pescatori. Ho voluto rappresentare così la comunità mazarese, sotto il simbolo di quel vecchio capitano che non li ha mai abbandonati e che con forza e fierezza ha atteso e accolto il rientro dei suoi  amati 18 pescatori "figli del mare".. Quei pescatori che pur di lavorare rischiarono la vita rimanendo lontani e all'oscuro da tutto e da tutti scomparendo quasi come ombre per mesi e mesi in Libia.. ma ad attenderli, al loro rientro, subito dopo la loro liberazione c'è una nuova luce..

un nuovo inizio...l'alba di un nuovo giorno..” Manuela Marascia non riesce a trattenere l’emozione nel ripensare alla vicenda ed il suo pensiero va anche alle donne dei pescatori sequestrati. “Penso che la data del 17 dicembre 2020 –ha sottolineato la giovane artista-  rimarrà nella storia di Mazara del Vallo sia per le forti emozioni che ci ha trasmesso che per gli insegnamenti di vita che ci ha regalato. Prima della liberazione dei pescatori infatti non ho fatto altro che notare l'estrema forza delle famiglie di questi uomini, specie delle loro donne che non si sono mai arrese e che con costanza hanno lottato ogni giorno senza mai una tregua per riabbracciare i loro uomini”.

L’opera una volta completata –così come confermato dal presidente del Consiglio comunale Vito Gancitano- sarà donata al Comune di Mazara del Vallo nel corso di una cerimonia alla quale saranno presenti gli stessi pescatori protagonisti della drammatica vicenda e i loro familiari . Francesco Mezzapelle

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