Nella piazza Giuseppe Di Matteo, a Custonaci, è stata deposta oggi una corona di fiori presso il murales dedicato al dodicenne che, il 23 novembre 1993, venne rapito in un maneggio di Villabate, luogo che frequentava per la sua passione per l’equitazione, e venne ucciso dopo 799 interminabili giorni, l’11 gennaio 1996.
La manifestazione, “Un Angelo al Galoppo”, mira a ricordare uno tra i capitoli più atroci della storia di Cosa nostra: Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino, venne strangolato e sciolto nell'acido in un sotterraneo. Nel corso della lunga prigionia in condizioni disumane, il dodicenne sarebbe stato nascosto per circa due mesi anche nella frazione di Purgatorio, al confine tra Custonaci e San Vito Lo Capo, come ricordato oggi dal sindaco Fabrizio Fonte in apertura della cerimonia.
Sono intervenuti, tra gli altri, il Prefetto di Trapani, Daniela Lupo, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, e la presidente della Commissione nazionale antimafia, Chiara Colosimo.