Trapani, celebrato il 209° anniversario del Corpo di Polizia Penitenziaria
Con una cerimonia solenne, al carcere “Pietro Cerulli” di Trapani, è stato celebrato stamattina il duecentonovesimo anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria. Erano presenti le massime autorità civili, militari e religiose della provincia, dal prefetto al vescovo, dal procuratore della Repubblica al questore, ai comandanti provinciali di tutte le forze dell’ordine, nonché i comandanti e i direttori delle carceri di Trapani, Favignana e Castelvetrano, la neo garante dei diritti dei detenuti di Trapani, amministratori comunali di Trapani ed Erice.
Hanno partecipato, tra gli altri, anche i rappresentanti dei sindacati di categoria, ma “solo per senso di responsabilità – sottolineano – e per rispetto dei nostri colleghi impiegati in tutti i servizi istituzionali”. Con questo spirito, le delegazioni sindacali non mancano alle feste provinciali che si stanno svolgendo in questi giorni in Sicilia.
“Con grande coscienza morale, abbiamo voluto partecipare all’evento per non rovinare questo momento di incontro tra istituzioni e Corpo di Polizia penitenziaria, visto che le condizioni delle carceri non consentono di festeggiare”, sottolinea Gioacchino Veneziano, segretario regionale Uilpa PolPen, che ha anche sottoscritto un documento, insieme ai sindacalisti regionali Calogero Navarra (Sappe), Francesco D'Antoni (Uspp) e Salvatore Turco (Fns Cisl). “L'ultima rilevazione in nostro possesso – scrivono – fotografa una carenza di quasi 800 poliziotti, di cui 88 ispettori, 109 sovrintendenti e 596 agenti, che si sommano ad una presenza di 7.075 detenuti al 28 febbraio scorso, quando la capienza regolamentare nelle carceri siciliane risulta essere di 6.439 posti”.
“Inoltre nel 2025, – continua il documento – nelle carceri della Sicilia abbiamo avuto 2.362 violazioni di legge, tra violenza, minaccia, resistenza, ingiuria e oltraggio a pubblico ufficiale, e altri 259 casi di proteste collettive, tra cui anche al rifiuto di rientrare in cella, con una media di oltre 150 operatori di Polizia Penitenziaria feriti, perché aggrediti dai detenuti”.
“Servono interventi straordinari – concludono i sindacalisti regionali della categoria – : aumento e revisione delle dotazioni organiche della Polizia Penitenziaria, l'ampliamento dei posti nelle REMS, una legislazione che tuteli i poliziotti soffocati dalla spada di Damocle disciplinare e penale, rispetto in tutte le sedi delle regole sindacali in linea con gli accordi regionali e nazionali”.