Si commemora il bombardamento di Trapani dell'aprile 1943, "ma il mondo è ancora in fiamme"
Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, interviene in occasione della Commemorazione del bombardamento della città di Trapani del 6 Aprile 1943.
"Quella di oggi - scrive - non è soltanto una commemorazione. Siamo infatti testimoni, ancora una volta, di un mondo in fiamme. La storia, il ricordo, i sacrifici di vite umane innocenti continuano ad essere testimonianza. Stiamo vivendo momenti difficili. Lo spettro di un terzo conflitto mondiale è stato spesso evocato, forse anche sfiorato a detta di alcuni analisti. Trapani, il 6 Aprile del 1943, venne colpita duramente. La guerra non lascia scampo. Era guerra di liberazione, gli Alleati riaprirono le porte che ci consentirono di incamminarci verso la democrazia, ma le bombe, sempre e comunque, fanno morti, distruggono vite, spengono speranze, legittime aspettative.
Non ci sono bombe intelligenti, come hanno tentato d'indottrinarci in altri scenari. Le bombe sono stupide perché la guerra è il mezzo più idiota che l'uomo potesse pensare e concretizzare per risolvere i suoi problemi. Tuttavia è stata spesso il motore del mondo. Un motore che brucia, che lascia segni indelebili, a vincitori e vinti, alle cause con una legittimità internazionale e a quelle dell'abominio umano. In questi giorni, mesi, anni, abbiamo visto missili abbattere storie, affetti, legami.
Bombe devastare tutto quello che si poteva devastare. Ma nello stesso tempo, nelle stesse ore, l'uomo è tornato a sorvolare la Luna per conoscerne gli aspetti meno noti, più oscuri. Segno del suo ingegno, delle sue straordinarie capacità di progresso. Una contraddizione terribile che dobbiamo essere capaci di governare, lasciando poco spazio all'uomo stupido che ragiona con la forza e con le armi. Trapani, dopo il bombardamento, era smarrita, ferita, debole. Una Città che, col tempo, ha saputo rialzarsi, come il resto del Paese.
Perché quando si crede nella libertà, quando si fa tesoro degli ideali e dei principi democratici, quando la solidarietà prende il posto dell'egoismo e della violenza, c'è un altro domani".