San Vito Lo Capo. Petizione online contro il progetto di riqualificazione turistica a Castelluzzo e Macari
Ha già ricevuto 5.175 adesioni, pari al 52 per cento dell’obiettivo prefissato di diecimila firme, una petizione lanciata lo scorso 13 gennaio sul sito “IoScelgo”: “Salviamo il litorale di Macari: la regione Sicilia dica no alla trasformazione del gioiello naturalistico in luna park”, indirizzata alla Regione e al Comune di San Vito Lo Capo.
Secondo i promotori dell’iniziativa, “il progetto di riqualificazione turistica proposto dal Comune rischia di danneggiare l'area paesaggistica, scenario anche della famosa serie tv Makari, situata tra le riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano”, ricordando che il progetto ha ricevuto “a settembre scorso, una prima approvazione dalla Commissione Tecnico-Specialistica per le autorizzazioni ambientali dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia”.
Perplessità analoghe, circa un mese fa, erano state sollevate dalla deputata regionale Cristina Ciminnisi, ed avevano ricevuto le pronte rassicurazioni da parte del sindaco di San Vito Lo Capo.
Anche in questo caso, il primo cittadino di San Vito è intervenuto con un post sulla pagina social del Comune: “L’Amministrazione Comunale di San Vito Lo Capo conferma come obiettivo primario la tutela e la valorizzazione dell’intero territorio, comprese le aree di Macari e Castelluzzo, nel pieno rispetto della loro straordinaria valenza paesaggistica e ambientale, con l’obiettivo di preservarne bellezza e integrità nel tempo”.
“Non è nelle intenzioni di questa Amministrazione avviare alcuna forma di cementificazione o interventi speculativi. – dichiara il sindaco Francesco La Sala – Il Progetto mira invece a garantire una fruizione ordinata e sostenibile del territorio, offrendo servizi essenziali per cittadini e visitatori, senza impattare sull’ambiente. L’obiettivo è rendere tutto conforme alla legalità, preservando le caratteristiche naturali del territorio”.
“Negli ultimi giorni nell’opinione pubblica sono emerse interpretazioni che non rispecchiano pienamente il Progetto né gli intenti dell’Amministrazione. È quindi opportuno chiarire, con dati e fatti, cosa prevede realmente il Progetto e cosa non è incluso, al fine di non infangare l’operato della mia Amministrazione con accuse infondate:
1. CEMENTIFICAZIONE - Assolutamente inesistente. Nessuna struttura permanente o temporanea a base di cemento è prevista.
2. STRUTTURE LUDICHE e LUNA PARK - Non previste assolutamente in alcuna forma.
3. AREE DI PARCHEGGIO - Si conferma l’uso di aree già esistenti da decenni, funzionali a parcheggi periferici, per evitare la sosta dei mezzi privati sulla costa.
4. SISTEMA DI TRASPORTO - Confermato l’uso dei trenini turistici gratuiti già presenti, senza nuovi mezzi a impatto ambientale.
5. FASCIA COSTIERA - Nessuna privatizzazione estesa. Si conferma la presenza delle aree di spiaggia attrezzata già esistenti, con eventuale integrazione di servizi complementari a basso impatto, come il noleggio di canoe.
6. STRUTTURE PER EVENTI - Palchetti o stand leggeri potranno essere installati solo in occasione di eventi pubblici consolidati, come l’apprezzato “Bagli, Olio e Mare”.
7. TEATRO EFFIMERO - Struttura minima, amovibile e a bassissimo impatto ambientale, pensata per godere del paesaggio e ospitare eventi culturali in un contesto paesaggistico straordinario, valorizzando il territorio anche come luogo di esperienze culturali uniche.
8. SERVIZI PRIMARI e PUNTI DI RISTORO - Il Progetto prevede l’installazione di qualche bagno del tipo chimico, differenziati per sesso e per diversamente abili (attualmente inesistenti), e piccoli punti di ristoro per garantire servizi essenziali ai cittadini e ai visitatori, nel rispetto della legge e dell’ambiente.
9. AREE GIOCHI e FITNESS - Già presenti sul territorio; il progetto prevede esclusivamente la loro regolamentazione e messa in sicurezza, senza alcuna cementificazione o trasformazione permanente”.
“Il progetto – assicura La Sala – segue un iter autorizzativo rigoroso, conforme alla normativa europea, nazionale e regionale, con particolare attenzione ai siti della Rete Natura 2000.
La procedura VIncA è di esclusiva competenza della Regione Siciliana, alla quale il Comune trasmette tutta la documentazione necessaria. Operiamo con trasparenza e nel rispetto della legge. – continua il sindaco di San Vito Lo Capo – Ogni fase del progetto è documentata e sottoposta a valutazione da parte degli enti competenti”.
L’Amministrazione ribadisce la volontà di valorizzare le frazioni di Macari e Castelluzzo, garantendo servizi adeguati e una gestione attenta, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. “Restiamo disponibili a fornire chiarimenti e informazioni – conclude La Sala – a chiunque desideri approfondire il Progetto, e confermiamo la piena collaborazione con l’Assessorato Regionale per eventuali integrazioni o approfondimenti”.
Nella petizione on line, che ha ricevuto adesioni da numerosi attori, registi, urbanisti, ricercatori, docenti e studiosi, viene affermato che “il progetto del Comune di San Vito Lo Capo, finalizzato alla ‘gestione di servizi turistici’, prevede la realizzazione di due aree di parcheggio di 20.000 e di 25.000 m2, la predisposizione di un sistema di trasporto dei turisti con mezzi a GPL/Diesel (!) ogni 5 minuti, la privatizzazione temporanea del tratto costiero con tanto di delimitazioni e punti di accesso sorvegliati, la costruzione di torrette di avvistamento, di palchi e stand, di un teatro amovibile a struttura metallica e la collocazione di una serie di bagni chimici.
Il progetto cita inoltre la creazione di un servizio di noleggio di lettini e ombrelloni distribuito su 3 o 4 siti, attività acquatiche, aree giochi e fitness (in luoghi caldissimi, non ombreggiati e poco idonei all’attività fisica), l’installazione di distributori automatici di bevande e di alimenti, chioschi e mezzi mobili per la vendita di prodotti vari”.
“L’attrezzatura ‘temporanea’ del sito – continua la petizione – è prevista da metà aprile a metà ottobre, quando sappiamo bene che l’afflusso turistico, ovvero la presunta domanda, si concentra a luglio e agosto. Tutto ciò senza alcuna analisi dei fabbisogni reali, degli impatti di tipo ambientale e socio-economico e senza la dovuta tutela del luogo che, per la sua riconosciuta eccezionalità paesaggistica, ambientale e culturale, non necessita certo di omologarsi a modelli di turismo di massa.
Il progetto provocherebbe un’ingiustificata pressione antropica con impatti come: produzione di rifiuti, rumore, consumo energetico e inquinamento dell’aria, perdita di habitat naturali e disturbo della fauna e dell’avifauna, deturpazione del paesaggio con costruzioni e una distesa di autoveicoli in parcheggi non conformi ai vincoli esistenti, alterazione del suolo, impatto sulla vegetazione endemica e sulle rocce compresa la particolare scogliera a vermeti, biocostruzione che costituisce l’omologo mediterraneo delle barriere coralline.
Inoltre, si tralascia di specificare come sarebbe facilitata la balneazione e il relax dei molti bagnanti: dove verrebbero fissati ombrelloni e necessarie zone d’ombra? Le rocce sono naturalmente poco confortevoli, oltre che fragili, e le poche calette esistenti già compromesse da un preoccupante fenomeno di erosione. Per di più la gran parte delle strutture previste sarebbero inutili: per assistere a sporadici spettacoli basterebbero sedute amovibili piuttosto che pesanti tralicci e l’area è già un paradiso per nuoto, jogging e attività libere, temperature permettendo”.
“Più che migliorare la fruizione del luogo, la proposta – concludono i promotori della petizione – sembra voler sanare irregolarità esistenti e creare un sistema di appalti e di profitto privato, ai danni delle risorse naturali e della comunità. Un modello di sfruttamento incontrollato già applicato alla spiaggia di San Vito e alla Cala del Bue Marino. Chiediamo alla Regione Sicilia, di respingere il progetto presentato dal Comune di San Vito Lo Capo con una nuova e più attenta Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA); al Comune di San Vito Lo Capo, di rinunciare a un simile progetto e assicurare una gestione del territorio compatibile e rispettosa”.