​Questura di Trapani: incontri con gli studenti per formare i cittadini di domani

Redazione Prima Pagina Trapani

Nell’ambito della nona edizione del progetto “PretendDiamo Legalità”, il Commissariato di Marsala ha concluso una serie di incontri formativi rivolti agli studenti degli istituti di istruzione primaria e secondaria, di primo e secondo grado, del territorio di Marsala. 

Lo rende noto oggi la Questura di Trapani, spiegando che l’iniziativa, ormai consolidata su tutto il territorio nazionale, rientra nel progetto promosso dal Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito del protocollo d’intesa finalizzato alla realizzazione di iniziative volte alla diffusione, tra gli studenti delle scuole italiane, della cultura della legalità, della cittadinanza attiva e dei valori della Costituzione Italiana.

Gli incontri organizzati dalla Questura di Trapani, nei mesi di febbraio e marzo di quest’anno, sono stati tenuti da operatori specializzati della Polizia di Marsala, con il supporto della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Trapani.

In un totale di sei conferenze, sono stati coinvolti l’Istituto Tecnico Agrario “Damiani” e gli istituto comprensivi “Nuccio”, “Giovanni Paolo II”, “De Gasperi” e “Sirtori”.

Sono state affrontate e discusse le tematiche maggiormente rilevanti per la formazione dei cittadini di domani, e in particolare l’attività di contrasto e prevenzione alla violenza di genere in tutte le sue forme, ponendo l’accento sui fenomeni del bullismo e del cyber-bullismo. “I giovanissimi alunni hanno partecipato con grande interesse – è riportato nella nota della Questura – dando vita a momenti di confronto autentici ed offrendo spunti di riflessione sui variegati temi trattati”.

“Lo scopo degli incontri nelle scuole è quello di intercettare i più giovani, educarli alla parità di genere, nonché al superamento degli stereotipi sociali, e sensibilizzarli nel diventare parte proattiva dell’azione collettiva, svolta dalle Pubbliche Istituzioni in sinergia con la società civile, tesa alla lotta alla violenza in tutte le sue forme, per contribuire a creare una società più inclusiva e tollerante. – continua la nota – Durante i plurimi incontri i poliziotti dei reparti operativi ed investigativi del Commissariato, ogni giorno in prima linea nell’opera di neutralizzazione della violenza di genere e delle mutevoli forme con cui si manifesta il bullismo nelle fasce d’età giovanili, hanno analizzato con i giovani studenti le conseguenze emotive, sociali e legali di tali fenomeni criminali, hanno condiviso con le scolaresche le proprie competenze ed esperienze maturate sul campo, e si sono soffermati nell’illustrare tutti gli strumenti, operativi e di intervento ed anche giuridico-normativi, posti a salvaguardia delle vittime, per incoraggiale a denunciare qualsiasi condotta illecita, discriminatoria e violenta - sia sotto il profilo fisico che psicologico -, che si annida nei contesti relazionali di vario tipo, in seno all’ambito familiare, ed anche in quello studentesco, mettendo in risalto l’importanza di chiedere aiuto, anche nei casi in cui si sia semplicemente testimoni, e non solo vittime, di tali comportamenti scorretti”.

“Peculiare attenzione è stata rivolta ai rischi legati all’uso irresponsabile dei social network, delle app di messaggistica istantanea e delle piattaforme online, dove l’anonimato può favorire il compimento di atti di diffamazione ed aggressione psicologica. Gli operatori della Polizia di Stato hanno spiegato l’importanza dell’uso responsabile dei mezzi di comunicazione virtuali, dei materiali e delle fonti documentali digitali disponibili sul web per arginare fenomeni come l’odio in rete, ed hanno altresì informato gli studenti in merito a quali siano gli indici rilevatori delle forme di odio e discriminazione virtuale (indicando, soprattutto, le buone prassi da adottare per riconoscere i c.d. ‘hate speeches’ ed il ‘body shaming’), ed al contempo raccomandando gli alunni a segnalare immediatamente alle Autorità i pericolosissimi episodi ricadenti nelle fattispecie penali del cosiddetto ‘revenge porn’”.