Concessioni e cemento minacciano le Egadi: appello per una moratoria urgente

Redazione Prima Pagina Trapani

La bellezza delle Egadi è a rischio. Turismo in crescita, nuove strutture ricettive, concessioni edilizie e demaniali si moltiplicano senza regole chiare, minacciando di spezzare quell’equilibrio delicato che ha reso unico l’arcipelago. 

A lanciare l’allarme è il Comitato “Salviamo lo Stornello”, nato per tutelare fauna, coste e biodiversità locale, che chiede un blocco immediato delle nuove concessioni fino all’adozione del Piano Urbanistico Generale e del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo. Sedici cittadini, a nome di tutti gli iscritti, hanno inviato la richiesta, tra gli altri, al sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto e agli assessori regionali Giusy Savarino e Francesco Paolo Scarpinato, sottolineando che senza un intervento immediato le coste, gli habitat naturali e la vita delle comunità rischiano di essere compromessi in modo irreversibile.

Le località più vulnerabili, da Cala Rotonda a Pirreca, dalla contrada Torretta a Punta Marsala e alla Costiera di Mezzogiorno, vedono moltiplicarsi le richieste di concessioni demaniali e di autorizzazioni spesso accompagnate da istanze di cambio di destinazione d’uso da abitazioni a strutture ricettive o per la realizzazione di piscine. Nonostante i vincoli imposti dalla Rete Natura 2000 e dal Piano Paesaggistico Regionale, molte autorizzazioni vengono concesse attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, favorito dall’inerzia di Soprintendenza, Asp e Assessorato regionale, denuncia il Comitato. Il parere vincolante dell’Area Marina Protetta, che dovrebbe garantire la compatibilità delle attività con le finalità di tutela ambientale, spesso manca, rendendo le concessioni potenzialmente illegittime.

Molte strutture nate come temporanee rimangono operative tutto l’anno, trasformandosi in manufatti permanenti che alterano il paesaggio e l’habitat, sottraendo spiagge e litorali alla fruizione pubblica. L’assenza di reti idriche e fognarie pubbliche costringe gli insediamenti all’uso di pozzi privati e fosse settiche fuori terra, aumentando i rischi sanitari e aggravando una già cronica scarsità idrica. Alcune attività, collocate in zone non adatte alla balneazione o che richiedono l’attraversamento di strade provinciali e comunali, aumentano ulteriormente il rischio ambientale e la pressione sul territorio.

Il Comitato denuncia un vuoto normativo che rende il quadro ancora più critico. Il Comune di Favignana ha avviato solo di recente l’iter per il nuovo Piano Urbanistico Generale, dopo il naufragio del PRG del 2017, mentre il PUDM resta fermo, lasciando le isole esposte a interventi edilizi che potrebbero avere conseguenze irreversibili. La moratoria temporanea, spiegano gli attivisti, non è una scelta politica ma una misura urgente e necessaria per garantire uno sviluppo sostenibile, a consumo di suolo zero, e per proteggere colline, coste, habitat e risorse idriche. Il Comitato invita inoltre l’amministrazione a verificare in autotutela tutte le concessioni già rilasciate, alla luce della mancanza del parere vincolante dell’AMP, per assicurarsi della loro legittimità ambientale.

Le criticità denunciate delineano un quadro di forte precarietà: l’uso distorto della stagionalità, la trasformazione di strutture temporanee in manufatti permanenti, la mancanza di infrastrutture essenziali e la pressione indiscriminata sulle coste sensibili rischiano di compromettere irreversibilmente l’ecosistema. L’assenza di strumenti urbanistici aggiornati, unita alla crescente richiesta di concessioni e alla possibilità di silenzio-assenso, crea una condizione di rischio elevato che, secondo il Comitato, può essere definita come un vero e proprio collasso ecosistemico.

Se non si interviene subito, le Egadi rischiano di perdere quel fragile equilibrio che le rende uniche. Ciò che oggi appare eterno potrebbe trasformarsi in un ricordo del passato, con coste irriconoscibili, habitat compromessi e comunità costrette a confrontarsi con gli effetti di uno sviluppo incontrollato. La bellezza delle Egadi, sospesa tra cielo e mare, è a rischio, e l’appello del Comitato “Salviamo lo Stornello” rappresenta non solo una denuncia, ma un invito urgente a proteggere ciò che resta di un arcipelago fragile, unico e irripetibile.