Acqua inquinata a Trapani, cittadini in piazza contro il silenzio dell’amministrazione
“Un momento importante per far sentire la nostra voce e portare all’attenzione di tutti la situazione che stiamo vivendo”. È con questo spirito che decine di trapanesi, residenti in strade diverse comprese tra la via Fardella e il lungomare Dante Alighieri, si sono ritrovati stamattina in piazza 21 aprile, a Trapani.
L’iniziativa, promossa dal Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti”, mira a denunciare i gravi disagi causati dal distacco della distribuzione idrica in parecchi immobili di una ventina di vie, per un inquinamento dell’acqua che è stato oggetto di due ordinanze del sindaco (quella dello scorso 24 luglio che impone il divieto di utilizzo dell’acqua in altre 14 strade, che ha confermato l’ordinanza n. 20 dello scorso 12 marzo) ma che non ha ancora trovato soluzioni né rassicurazioni da parte dell’amministrazione comunale.
L'ultimo provvedimento del sindaco rimanda a risultati di analisi su campioni di acqua prelevati, che a tutt'oggi non sono stati resi noti a distanza di un mese.
I disagi di tanti residenti sono legati anche al frequente acquisto di carichi di acqua da ditte di trasporto private, con costi che pesano sui bilanci familiari; approvvigionamenti idrici dispendiosi, ma necessari per quanti sono rimasti sprovvisti dell’erogazione idrica pubblica, a fronte di una sola autobotte convenzionata con il Comune che non è in grado di soddisfare le numerosissime richieste, pure perché serve prioritariamente le attività commerciali.
La protesta dei cittadini è portata avanti con due distinte raccolte di firme, come spiega Francesca Trapani, componente del Comitato spontaneo ed ex consigliera comunale di Trapani.