Trapani. Urbanizzazione di Villa Rosina, nuovo botta e risposta tra Safina e Fazio
Secondo round tra il deputato regionale Dario Safina e l’ex sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, in merito ai ritardi nel completamento delle opere di urbanizzazione nel quartiere Villa Rosina e alle presunte responsabilità.
Alla lettera aperta diffusa ieri da Fazio, in replica alle accuse mosse alla sua amministrazione da parte di Safina in una precedente lettera pubblica, è seguita questa mattina la contro-replica del deputato regionale, e nel pomeriggio l’ulteriore risposta dell’ex sindaco.
Riportiamo di seguito entrambi i documenti, seguendo l’ordine cronologico, ma escludendo ulteriori ritorni sulla questione.
La parola a Dario Safina.
“Leggo con stupore la lunga lettera dell’ex sindaco Mimmo Fazio, perché proprio l’accesso agli atti che lui stesso dice di avere compiuto smentisce in modo netto e inequivocabile la sua ricostruzione.
Il finanziamento per il quinto stralcio delle opere di urbanizzazione di Villa Rosina c’era eccome. È un fatto storico, non un’opinione. Lo dimostra il D.D.G. n. 800 del 19 luglio 2004, adottato in esecuzione del decreto del Presidente della Regione Siciliana su ricorso straordinario presentato dal Comune di Trapani: un atto che assegnava all’Ente il finanziamento e fissava un termine perentorio di 120 giorni per la trasmissione del progetto esecutivo, così come stabilito dal comma 6, articolo 9 della Legge regionale n.
7 del 2 agosto 2002, che così recita: “Le istanze di finanziamento, insieme con i programmi triennali delle opere pubbliche, sono presentate dai soggetti interessati alla Presidenza della Regione o ai singoli assessorati regionali in relazione alle rispettive competenze; nelle stesse istanze deve essere specificato se per la medesima opera è stata o sarà presentata richiesta di finanziamento ad enti diversi dalla Regione o ad altro ramo dell’Amministrazione regionale e/o se è stato o sarà previsto il concorso di finanza privata.
Il provvedimento di ammissione a finanziamento determina l’obbligo di presentazione del progetto esecutivo dell’opera entro il termine di centoventi giorni, salvo rinunzia espressa”.
Quel progetto non è mai stato predisposto.
E qui sta il punto, semplice e dirimente: l’amministrazione Fazio non ha rispettato i termini del decreto e così ha perso il finanziamento. Le stesse carte che oggi vengono esibite lo dimostrano senza possibilità di equivoci.
Ci si domanda allora perché, a fronte di un decreto che dava copertura giuridica e finanziaria all’intervento, non sia stato approntato il progetto esecutivo. Forse perché non c’erano le risorse per redigerlo? Oltre alla mancata redazione del progetto, non risulta alcuna richiesta di proroga né alcun atto formale con cui il Comune contesti il decreto o segnali l’impossibilità di adempiere. Ma nel 2004 Fazio era sindaco e quel decreto esisteva, era efficace, ed era finalizzato proprio a dare esecuzione a una sentenza favorevole al Comune.
Si sostiene ora che il decreto non sarebbe mai stato ricevuto. Eppure, non esiste alcun atto dell’ufficio tecnico comunale che neghi formalmente la ricezione. Questa tesi viene avanzata solo oggi, a distanza di vent’anni, senza alcun riscontro documentale e sotto formula dubitativa, solo per costruire un alibi. Al contrario, il decreto del 2004 ricostruisce puntualmente tutta la vicenda amministrativa e certifica l’obbligo dell’ente di attivarsi.
Ma anche volendo concedere, per puro esercizio teorico, che l’amministrazione comunale dell’epoca non fosse a conoscenza del decreto, rimane una domanda alla quale l’ex sindaco continua a non rispondere: dal 2000 al 2008 che cosa è stato fatto per Villa Rosina? Quali iniziative sono state intraprese? Quali interlocuzioni avviate? Quali verifiche compiute? Rifugiarsi nella tesi della mancata ricezione non basta. Il dato più allarmante che emerge è un altro: per un arco temporale lunghissimo non si è fatto nulla, nemmeno informarsi. Una sciatteria amministrativa che ha riguardato una vicenda di primaria importanza per migliaia di cittadini.
Del resto, anche ammesso che il decreto non fosse stato materialmente trasmesso, è prassi elementare per qualunque amministratore e per qualunque ufficio consultare le piattaforme regionali e verificare i provvedimenti adottati. I decreti non si aspettano: si cercano, si conoscono, si devono conoscere. Così hanno sempre operato le amministrazioni diligenti. Sostenere oggi di “non sapere” equivale ad ammettere di non aver mai guardato le carte.
Ed è esattamente questo il dato che emerge: dal 2000 al 2008 nulla è stato fatto per Villa Rosina, perché le carte non sono mai state esaminate. Le si guardano solo ora, nel 2026, perché ho sollevato il ‘caso’ del finanziamento che c’era ed è stato perso. A questo punto devo aggiungere di essere convinto che la risposta data nel 2008 in Consiglio comunale al consigliere Pellegrino fosse sincera, ma proprio per questo è ancora più grave, perché dimostra che si rispose senza conoscere davvero lo stato degli atti. Avete mai parlato con gli uffici regionali per sapere che fine avesse fatto l’esecuzione di quella sentenza? Evidentemente no, perché in quel caso sarebbe emersa immediatamente l’esistenza del decreto del 2004.
Dalla risposta dell’ex sindaco emerge, piuttosto, un evidente disinteresse verso la sostanza della questione: un finanziamento assegnato e non utilizzato. Trasformare questa inerzia in una polemica sulle notifiche o sulle presunte responsabilità altrui non cambia la realtà dei fatti.
Quanto alle critiche rivolte al lavoro degli avvocati che hanno difeso il Comune, nei giudizi successivi, e che sono dipendenti comunali, vanno respinte con fermezza. Tutti gli elementi allora disponibili sono stati utilizzati, cosa che evidentemente l’ex sindaco ignora, e fa specie che un avvocato tenti oggi di scaricare su altri professionisti le conseguenze di una scelta amministrativa – quella di non presentare il progetto – che risale alla sua gestione.
Infine, al comitato dei cittadini di Villa Rosina dico che hanno ragione. Non è più tempo di polemiche. Il Comune di Trapani, come giustamente ha affermato il sindaco, dovrà fare la sua parte e ricorrere al mutuo quando il bilancio lo consentirà. Da parte mia, considerato che la Regione ha annunciato lo sblocco di oltre due miliardi di euro legati al disavanzo, e riprendendo l’impegno assunto dall’intera deputazione trapanese nella riunione dell’8 maggio 2023, chiederò che le risorse necessarie a completare le opere di urbanizzazione di Villa Rosina vengano stanziate attingendo all’avanzo di amministrazione. Presenterò tutti gli atti e gli interventi necessari quando ciò sarà possibile, dopo l’approvazione dei rendiconti prevista per luglio 2026 e lo sblocco delle risorse conseguenti. E auspico che tutti i deputati della provincia di Trapani vogliano mantenere l’impegno allora assunto davanti ai cittadini di Villa Rosina.
La verità, in conclusione, resta una sola: nel 2004 c’era un decreto, c’era un finanziamento, c’erano 120 giorni per adempiere, e il Comune non fece ciò che doveva fare. Tutto il resto è un tentativo, tardivo e poco credibile, di riscrivere la storia. Tanto si doveva,
On. Avv. Dario Safina”.
A poche ore di distanza dalla replica del deputato regionale, è partita la nuova contro-replica dell’ex sindaco di Trapani. Di seguito, il testo integrale.
“Risulta incredibile, ancorché di una gravità inaudita, che l’avvocato Safina, invece di guardare all’interesse del proprio territorio, decida di sostenere in pieno (come peraltro già fatto in sede giudiziale, ottenendo il rigetto dei ricorsi presentati dal Comune) la prospettazione della Regione Siciliana in ordine ad un impegno di spesa, che non risulta sia stato notificato al Comune. E che non risulti la notifica non lo dico io, ma la stessa Regione e gli stessi funzionari comunali.
L’avvocato Safina dimostra di non essere minimamente interessato alle sorti del territorio e del quartiere di Villa Rosina, ma solo a portare acqua al proprio mulino, considerati gli impegni e le promesse totalmente disattese, tentando di scaricare responsabilità verso altri.
Conferma che al Comune non vi è traccia della notifica del decreto regionale, ma, invece di adoperarsi per individuare una soluzione volta a recuperare il finanziamento asseritamente perso e non solo quello, si avventura in disquisizioni che hanno ben poco di giuridico.
Ripeto, qualora non fosse stato sufficientemente chiaro: il Comune, non avendo contezza dell’impegno di spesa, peraltro solo parziale, non avrebbe potuto ottemperare alla presentazione di alcun progetto esecutivo.
E, ripeto ancora una volta, non avrebbe, in ogni caso, potuto presentare alcun progetto esecutivo, se non campato in aria, essendo in corso i lavori relativi ai lotti precedenti.
Ma c’è di più.
L’avvocato Safina dovrebbe benissimo sapere, infatti, che per la revoca di un qualunque provvedimento amministrativo occorre una comunicazione di avvio del procedimento, che deve concludersi con un provvedimento scritto e motivato. Non risulta che esista tale provvedimento di revoca né dell’impegno di spesa, né del finanziamento nel suo complesso, unitamente alla notifica del decreto al beneficiario comune di Trapani, perdipiù assegnato dalla Regione solo in parte, come la stessa Regione ha confermato.
Anche a voler seguire per un attimo il ragionamento di Safina, per cui, anche se il decreto regionale non è stato notificato al Comune, non è un problema (e invece lo è, e come!), può spiegare come sarebbe stato possibile all’amministrazione intervenire nel procedimento finalizzato alla revoca, se non è mai stata trasmessa la comunicazione di avvio dello stesso?
O, anche in questo caso, per l’avvocato Safina i procedimenti amministrativi sono solo un optional, un orpello non necessario?
Credo che, molto più seriamente, l’avvocato Safina dovrebbe spendere le sue energie per mettere in atto tutte le iniziative necessarie per recuperare il finanziamento, che ci sono e sono percorribili. Ma evidentemente non è interessato. Faccia come crede.
Se, infine, l’avvocato Safina vuole sapere cosa la mia Amministrazione abbia fatto per Villa Rosina può tranquillamente leggere cosa ha scritto nei ricorsi, nei quali si fa riferimento agli atti relativi alla realizzazione del 2°, 3° e 4° stralcio dei lavori e ai relativi ordini di accreditamento, l’ultimo dei quali del 2011. Cosa sia successo dal 2012 in poi non posso saperlo, perché non ero più sindaco.
Mi si consenta poi, che mi risulta quantomeno strana la circostanza che l’avv. Safina, pur essendo a conoscenza da tanti anni dell’asserita esistenza del D.D.G n. 800 del 19 luglio 2004, per essere stato oggetto di discussione nei ricorsi presentati innanzi al Tar dal comune di Trapani e regolarmente persi, abbia solo adesso tirato fuori la notizia, a distanza di anni, nel tentativo forse di recuperare consensi e visibilità nel quartiere di villa rosina, seriamente compromessi a seguito degli impegni dallo stesso assunti e dallo stesso disattesi.
Non intendo, ovviamente, più perdere il mio tempo a replicare alle fantasiose pretestuose e inconsistenti interpretazioni dell’avvocato Safina. Posso solo esprimere il mio rammarico per le sorti del territorio e confermare la mia disponibilità, come cittadino, a dare il mio contributo per individuare il percorso più idoneo, affinché venga restituito alla città ciò che le è stato negato.
Trapani, 13 febbraio 2026-02-13
Girolamo Fazio".