Trapani Shark, abbonamenti e forza maggiore: chiarimenti da Consumerismo

Redazione Prima Pagina Trapani

Riceviamo e pubblichiamo nota dell'Associazione Consumerismo.

"In merito alle notizie diffuse nelle ultime ore circa la presunta esclusione di qualsiasi rimborso agli abbonati della Trapani Shark, motivata dall’invocazione della “causa di forza maggiore”, Consumerismo No Profit ritiene necessario fare chiarezza sul piano giuridico e della tutela dei diritti dei cittadini.«La tutela dei consumatori non è un gioco – dichiara Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo No Profit –. Si può e si deve ringraziare la società per il percorso sportivo, per le stagioni vissute, per il lustro dato alla città e al territorio.

Ma il riconoscimento sportivo e umano non può trasformarsi in una compressione dei diritti contrattuali degli abbonati».Secondo Consumerismo, la causa di forza maggiore, così come richiamata per giustificare il mancato rimborso degli abbonamenti non goduti, appare giuridicamente infondata.La giurisprudenza è infatti costante nel ritenere che la forza maggiore richieda la contemporanea presenza di tre requisiti:un evento imprevedibile, inevitabile ed estraneo alla sfera organizzativa del debitore.«Le sanzioni sportive derivanti da irregolarità amministrative, economiche o gestionali – dichiara l’Avv.

Barbara Puschiasis Vice Presidente e legale dell’Associazione – non integrano, per definizione, una causa di forza maggiore. Rientrano nel rischio tipico dell’attività d’impresa sportiva e sono eventi imputabili alla gestione della società, non fatti esterni eccezionali».L’esclusione dal campionato per inadempienze amministrative o gestionali del club, pertanto, non può essere qualificata come evento imprevedibile ed estraneo, ma costituisce una conseguenza diretta dell’organizzazione e della conduzione societaria.Da ciò discende un principio chiaro: il diritto degli abbonati al rimborso della quota di abbonamento non goduta non viene automaticamente vanificato dall’invocazione della forza maggiore.«Siamo di fronte a un contratto a prestazioni corrispettive – conclude Riccobono –: se la prestazione sportiva non viene più erogata, il consumatore non può essere chiamato a sopportarne integralmente le conseguenze economiche.

Qualsiasi diversa interpretazione rischierebbe di scaricare sui tifosi e sulle famiglie un rischio che l’ordinamento attribuisce invece all’impresa».Consumerismo No Profit, anche in virtù della propria iscrizione presso il Ministero della Giustizia nell’elenco delle associazioni legittimate a promuovere azioni collettive, continuerà a valutare con attenzione le iniziative di tutela a favore degli abbonati, ribadendo che il rispetto delle regole contrattuali e dei diritti dei consumatori non può essere subordinato a valutazioni di opportunità o a letture estensive di concetti giuridici non applicabili".