Trapani. Riconosciuto il rischio idraulico in città, Ciminnisi (M5S): "Una svolta storica"

Redazione Prima Pagina Trapani

L’Autorità di Bacino della Regione Siciliana ha aggiornato il Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) del Comune di Trapani, riconoscendo per la prima volta che la città è esposta a un concreto rischio idraulico. Fino ad oggi il Piano restituiva l’immagine di un territorio quasi privo di aree a rischio, in evidente contrasto con quanto vivono ogni giorno i cittadini, alle prese con allagamenti sempre più frequenti.Lo ha evidenziato la deputata regionale del M5S, Cristina Ciminnisi, ricordando che già nel febbraio 2024 aveva "scritto al sindaco Giacomo Tranchida chiedendogli di attivarsi per questa revisione.

Oggi anche gli atti ufficiali ci danno ragione. Ed è una svolta storica, perché da oggi nessuno, privato o pubblico, potrà più pensare di realizzare un intervento senza fare i conti con la reale vulnerabilità del territorio"."Una vulnerabilità che si rivelò con tutta la sua drammaticità con l’alluvione del 2022 – continua Ciminnisi –. Ottenere il prima possibile i ristori per le attività danneggiate è stato un obiettivo che mi ha impegnata per tutta la prima parte del mio mandato: riuscimmo a far stanziare più risorse di quelle che poi furono effettivamente utilizzate.

Ma era chiaro fin da allora che non bastava intervenire dopo i danni: serviva prevenzione. Con il Movimento 5 Stelle trapanese – aggiunge la deputata – abbiamo denunciato più volte il rischio del cosiddetto 'cumulo degli effetti', interventi urbanistici e infrastrutturali che, se valutati singolarmente, appaiono sostenibili, ma che nel loro impatto complessivo rischiano di aggravare l’equilibrio idraulico della città. Penso alla lottizzazione dell’ex Salina del Collegio, al sottopasso di via Marsala, alla RSA di via Virgilio, alla nuova strada ZES che avrebbe tombato un canale naturale di deflusso.

Segnalazioni che abbiamo messo nero su bianco anche nelle nostre osservazioni al nuovo piano urbanistico della città. Oggi sappiamo che il problema di Trapani non è solo la rete fognaria, ma la perdita degli storici percorsi naturali dell’acqua"."Accogliamo con favore la revisione del Piano, ma la strada è ancora lunga – conclude Ciminnisi –. Penso al torrente Verderame, ancora non in sicurezza e dove il ponte crollato tra Paceco e Misiliscemi non è stato ancora ricostruito: un cantiere fermo che dimostra come, tra annunci e interventi concreti, ci sia ancora troppa distanza.

Ora l’aggiornamento del PAI non resti solo sulla carta e si pensi a mettere in sicurezza la Città".