​Porto Empedocle, il test antidroga non prova l'alterazione alla guida: cade l'accusa per una 47enne

Redazione Prima Pagina Trapani

Era risultata positiva ai cannabinoidi dopo un incidente stradale, ma dagli accertamenti non sono emersi elementi sufficienti a dimostrare che fosse alla guida in uno stato di alterazione provocato dall'assunzione di stupefacenti. Il Gup del Tribunale di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, ha disposto il non doversi procedere perché il fatto non sussistenei confronti di una 47enne residente a Porto Empedocle.

L'incidente risale al 24 marzo scorso. La donna era alla guida di un'auto quando, all'incrocio tra via Catania e via Misurata a Porto Empedocle, si era scontrata con una Fiat Punto sulla quale viaggiavano due persone.

La 47enne era stata trasportata all'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento per lievi lesioni. Gli esami effettuati avevano dato esito negativo per l'alcol e positivo per i cannabinoidi, facendo scattare l'accusa di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti.

Il giudice ha però ritenuto che la positività alle analisi tossicologiche, da sola, non fosse sufficiente a provare l'alterazione psicofisica della conducente. Anche gli agenti intervenuti per i rilievi non avrebbero descritto sintomi specifici riconducibili a tale condizione. È stata quindi accolta la tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Teras'Alba Raguccia.

Nella decisione è stata richiamata anche la sentenza numero 10 del 2026 della Corte costituzionale, secondo cui, ai fini della rilevanza penale, deve essere dimostrato che la persona abbia guidato in uno stato di alterazione dovuto all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, creando un pericolo per la sicurezza della circolazione.

Dopo il verdetto, la Prefettura di Agrigento ha disposto la sospensione della patente per due anni, con immediata restituzione del documento, e ha contestualmente annullato l'obbligo di visita medica nei confronti della donna.