| La proposta è partita da Gaspare Panfalone, amministratore delegato della Riccardo Sanges e delegato Assiterminal, dopo il successo della trasmissione Linea Blu dedicata al porto di Trapani. Adesso sta diventando un progetto del territorio. E la candidatura della città di Trapani a Capitale italiana del mare 2027 apre un'ulteriore prospettiva con la quale costruire una forte sinergia.
L'idea di un grande evento di rilevanza nazionale dedicato al futuro e allo sviluppo del porto ha raccolto l'adesione delle principali istituzioni chiamate a rappresentare lo scalo e il sistema economico trapanese.
Si registra, infatti, il sostegno forte e determinato dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, del Libero Consorzio Comunale di Trapani e della Camera di Commercio di Trapani, che hanno accolto favorevolmente la proposta manifestando la disponibilità a partecipare alla costruzione dell'iniziativa.
Tre adesioni che consentono oggi di compiere un passo ulteriore: trasformare una proposta in un percorso comune che è diventato ancora più autorevole con l’aggiunta della candidatura presentata dal Comune di Trapani a Capitale italiana del mare 2027, attraverso il progetto "Trapani 2027 - La città generata dal mare".
Una candidatura che gli operatori portuali trapanesi accolgono con grande favore, nella convinzione che possa rappresentare un'importante opportunità per la città, per il porto e per l'intero territorio. Soprattutto perché pone al centro della discussione alcuni dei temi sui quali la società aveva già richiamato l'attenzione: la centralità del Mediterraneo, il porto, la logistica, la blue economy, le nuove filiere produttive ed energetiche e la necessità di costruire una rete tra istituzioni, imprese e territorio.
Il grande appuntamento nazionale proposto da Panfalone, dalla Riccardo Sanges & C. e da tutti gli operatori portuali trapanesi, e la candidatura a Capitale italiana del mare nascono da percorsi differenti e mantengono ciascuno la propria autonomia, ma possono trovare importanti punti di convergenza.
Da una parte, una candidatura territoriale che punta a fare del rapporto tra Trapani e il mare una strategia di sviluppo, tutela e valorizzazione. Dall'altra, la volontà di creare un momento di confronto di respiro nazionale capace di concentrare l'attenzione sulle prospettive del porto e sul ruolo che Trapani può assumere nei nuovi scenari logistici, commerciali ed energetici del Mediterraneo. Una complementarità che può rafforzare entrambi i percorsi.
"Accogliamo con grande soddisfazione la candidatura di Trapani a Capitale italiana del mare 2027 – afferma Gaspare Panfalone, presidente della Riccardo Sanges & C. –. È una scelta importante per la città e per tutto il territorio e dimostra che sta maturando una consapevolezza sempre maggiore: Trapani deve tornare a pensare al mare come alla propria principale opportunità di sviluppo. Il progetto presentato dal Comune e l'iniziativa che abbiamo proposto sul futuro del porto hanno origini diverse, ma guardano nella stessa direzione. Credo che questo sia un elemento estremamente positivo".
La presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Annalisa Tardino, aveva già espresso una posizione inequivocabile, accogliendo "con grande favore ed entusiasmo" la proposta e manifestando la "convinta adesione e il pieno sostegno" dell'Autorità.
Una disponibilità accompagnata da numeri che raccontano il momento attraversato dallo scalo: +32,7% nella movimentazione delle merci e +27,7% nel traffico ro-ro. Dati che, secondo l'Autorità, confermano la centralità strategica del porto nei settori della logistica, dell'oil & gas e della transizione energetica nel Canale di Sicilia.
La stessa Tardino ha sottolineato la necessità di costruire una sinergia tra istituzioni europee, nazionali e regionali, associazioni di categoria, enti locali, comunità imprenditoriale e mondo accademico, confermando la disponibilità dell'Autorità Portuale a partecipare attivamente sia all'organizzazione dell'evento sia al tavolo di lavoro.
Sulla stessa linea il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci. "La proposta di un grande evento nazionale sul porto di Trapani – ha dichiarato qualche giorno fa Quinci in un comunicato ufficiale del Libero Consorzio Comunale di Trapani - , con l'obiettivo di definire una nuova strategia per affermare la centralità del territorio trapanese nel Canale di Sicilia e nel Mediterraneo, mi trova d'accordo e pronto a mettere a disposizione dell'idea gli strumenti a disposizione del Libero Consorzio".
A queste adesioni si è aggiunta quella della Camera di Commercio di Trapani. Il commissario straordinario Giuseppe Pace ha accolto "con grande favore" l'organizzazione dell'evento, definendolo un'iniziativa di "straordinaria bontà e di elevato valore per l'intero tessuto economico e sociale" della provincia.
La Camera di Commercio individua nel porto uno snodo fondamentale non soltanto per i settori tradizionali – merci, ro-ro e crocierismo – ma anche per le nuove sfide della transizione energetica, dell'eolico offshore, dell'oil & gas e della logistica integrata nel Canale di Sicilia e nel Mediterraneo.
Un passaggio particolarmente importante arriva proprio sul metodo: Governo, istituzioni regionali e locali, Autorità di Sistema Portuale, mondo accademico e comunità imprenditoriale devono sedere allo stesso tavolo. La Camera di Commercio ha quindi manifestato la disponibilità a mettere a disposizione competenze, strutture e rappresentanza del sistema economico provinciale per contribuire sia alla fase organizzativa sia alla definizione dei contenuti strategici dell'evento.
"È un risultato che accogliamo con grande soddisfazione – prosegue Panfalone – perché era esattamente questo lo spirito della nostra proposta: non organizzare semplicemente un convegno, ma costruire un momento nazionale nel quale Trapani possa discutere del proprio futuro con una voce autorevole e, soprattutto, unitaria. Ringrazio la presidente Annalisa Tardino, il presidente Salvatore Quinci e il commissario Giuseppe Pace per avere raccolto questa idea. Oggi anche la candidatura promossa dal Comune di Trapani rappresenta un ulteriore segnale. Istituzioni e imprese stanno iniziando a parlare sempre più spesso di porto, mare, Mediterraneo, logistica ed energia all'interno di una prospettiva comune. È un'occasione che Trapani non deve disperdere".
L'obiettivo di Gaspare Panfalone e di tutta la portualità trapanese resta quello indicato fin dall'inizio: portare a Trapani esponenti del Governo, Regione Siciliana, istituzioni, sistema portuale, imprese, associazioni di categoria, operatori nazionali della logistica e dell'energia e mondo universitario, per ragionare sulla posizione che lo scalo può occupare nei nuovi equilibri del Mediterraneo.
La forma e i contenuti dell'appuntamento saranno definiti attraverso il confronto con i soggetti che hanno scelto di aderire. Il punto fermo resta la volontà di creare un'occasione di livello nazionale capace di produrre confronto, proposte e una visione sul futuro dello scalo.
Il porto di Trapani si trova infatti davanti a una fase decisiva. La crescita dei traffici deve essere accompagnata dal completamento delle infrastrutture programmate, dall'adeguamento dei fondali e dall'aumento del pescaggio, dallo sviluppo delle nuove banchine e dalla capacità di intercettare le opportunità provenienti dalla logistica internazionale, dal project cargo, dall'eolico offshore, dal crocierismo e dai nuovi scenari energetici.
Temi che trovano oggi un ulteriore spazio di discussione proprio nella candidatura a Capitale italiana del mare 2027, all'interno della quale porto, waterfront, blue economy, logistica e sviluppo dell'eolico offshore rappresentano alcuni degli elementi individuati per costruire il rapporto futuro tra Trapani e il mare.
"Il dato più importante – conclude Panfalone – è che oggi non stiamo più parlando della proposta della parte industriale del porto (operatori e forza lavoro). Stiamo iniziando a parlare di un progetto condiviso. Autorità Portuale, Libero Consorzio e Camera di Commercio hanno scelto di esserci. La candidatura di Trapani a Capitale italiana del mare aggiunge un'altra grande opportunità. Non dobbiamo sovrapporre i percorsi, dobbiamo essere capaci di farli dialogare e rafforzarli reciprocamente. Trapani ha una posizione geografica che nessuno può spostare: sta a noi trasformarla in una posizione strategica".
La direzione, dunque, comincia a essere tracciata. La candidatura a Capitale italiana del mare 2027 e la costruzione di un grande momento nazionale dedicato al porto possono diventare espressioni diverse di una stessa consapevolezza: il mare non è soltanto parte dell'identità di Trapani. È una delle principali leve sulle quali costruire il suo futuro economico e occupazionale.
Con un obiettivo comune: riportare Trapani al centro del Canale di Sicilia e del Mediterrane |