​Operazione antimafia a Petrosino, arrestati altri 2 giovani marsalesi

Redazione Prima Pagina Trapani

Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, il Gip di Palermo ha emesso un’ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti di due giovani di Marsala (uno dei quali già detenuto), accusati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, di detenzione illegale e porto in luogo pubblico di più armi da sparo, anche con matricola abrasa, allo scopo di agevolare l’associazione mafiosa. Inoltre, i due devono rispondere di partecipazione a un’associazione armata operante sul territorio di Petrosino e finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani nelle prime ore di oggi e si collega ai nove decreti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica per i Minorenni ed eseguiti, il 23 luglio scorso, nell’ambito dell’articolata operazione di polizia giudiziaria che ha portato all’arresto di 12 persone e alla notifica di inviti a rendere interrogatorio nei confronti di ulteriori 16 indagati.

L’operazione ha compendiato le risultanze di un’attività d’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo dal dicembre 2022 al febbraio 2024, che avrebbe permesso permesso di ricostruire l'operatività dell'organizzazione mafiosa Cosa nostra sul territorio di Petrosino e "come il gruppo criminale attraverso metodi tipicamente mafiosi esercitasse il controllo del territorio con la forza dell'intimidazione e garantisse il sostentamento economico del sodalizio attraverso illecite attività criminali".

In particolare, agli odierni arrestati, all’epoca dei fatti minorenni e ritenuti “funzionalmente inseriti nella stessa struttura criminale”, viene contestato nel provvedimento odierno, anche in concorso con altri indagati: l’aver “detenuto ai fini di spaccio circa 1,3 kg. di cocaina e 130 grammi di crack, oltre a ulteriori quantitativi non meglio individuati di entrambe le tipologie”; l’aver “partecipato con il ruolo di pusher nell’associazione armata operante sul territorio di Petrosino avendo contatti con il promotore dal quale veniva rifornito lo stupefacente da rivendere e al quale venivano consegnati i guadagni dell’attività illecita quotidianamente svolta presso la piazza di spaccio”. Inoltre, avrebbero “detenuto illegalmente e portato in luogo pubblico almeno due armi comuni da sparo e un fucile monocanna calibro 24 con matricola abrasa”.